di Michele Vidone
Parte da Napoli il Tour dei Diritti contro il sistema di accesso a Medicina. A promuoverlo è il Comitato Medicina Senza Filtri, che alla Camera ha presentato un dossier denunciando gravi criticità nel meccanismo di selezione ai corsi di Medicina e Chirurgia.
Secondo il Comitato, l’accesso non può essere “una lotteria né una selezione a geometria variabile”. L’analisi dei dati post-graduatoria evidenzierebbe infatti concentrazioni anomale di punteggi molto elevati in alcune sedi del Sud, tra cui Napoli, Catanzaro, Bari e Catania, a fronte di una distribuzione più regolare in altre aree del Paese.
Al centro della denuncia anche i risultati di un sondaggio nazionale tra studenti, che restituisce un quadro definito allarmante: programmi eccessivi rispetto al tempo disponibile, carenza di spazi e servizi universitari, scarsa varietà delle metodologie didattiche e, soprattutto, forti ricadute sulla salute psicofisica, con livelli elevati di stress e incertezza sul futuro.
Il Comitato segnala inoltre irregolarità nello svolgimento delle prove, controlli insufficienti, diffusione in tempo reale delle domande e anomalie statistiche nelle graduatorie. Particolarmente contestata la sanatoria decisa dal Ministero per coprire i posti rimasti vacanti, che ha consentito l’ammissione anche a candidati sotto la soglia minima. Una scelta ritenuta “giuridicamente illegittima” e in contrasto con il decreto legislativo che ha istituito il semestre filtro.
“Cambiare le regole dopo le prove è vietato in qualsiasi selezione pubblica”, spiegano gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell, annunciando azioni giudiziarie. Sarebbero oltre mille gli studenti già coinvolti nei ricorsi, con numeri destinati a crescere.
Il Tour dei Diritti, che mira a illustrare dati, criticità e iniziative legali, proseguirà con le tappe di Catania (16 gennaio), Palermo (17 gennaio), Roma (20 gennaio) e Bologna (21 gennaio).
