La Penisola Sorrentina saluta con profonda commozione Carmine Castellano, figlio di Sant’Agnello e figura cardine del ciclismo italiano. Un uomo che, con visione, tenacia e amore per la sua terra, è riuscito a portare il Sud – e con esso Sorrento – nel cuore pulsante del Giro d’Italia, facendola conoscere agli appassionati delle due ruote di tutto il mondo.
Castellano non è stato soltanto un direttore della Corsa Rosa: è stato un costruttore di ponti, un ambasciatore silenzioso ma determinato della nostra identità. Dalla sua Sant’Agnello ha portato con sé valori, stile, capacità organizzativa, trasformando ogni tappa meridionale in un’occasione per mostrare la bellezza, la complessità e la dignità del nostro territorio.
Dopo gli anni accanto al leggendario Vincenzo Torriani, prese in mano il timone del Giro con autorevolezza e sensibilità, guidandolo attraverso stagioni di cambiamenti profondi. Dal 1993 al 2005 è stato il volto, la mente e il cuore della carovana rosa, lasciando un’impronta che ancora oggi viene riconosciuta e ricordata.
La sua autobiografia, “Tutto il Rosa della mia vita”, racconta non solo un percorso professionale, ma un atto d’amore verso lo sport e verso l’Italia. Nel 2013 la Federazione Ciclistica Italiana lo aveva nominato presidente onorario del Comitato Regionale Campano, suggellando un legame che non si è mai spezzato.
𝗢𝗴𝗴𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁’𝗔𝗴𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲 𝘂𝗻 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗶𝗹𝗹𝘂𝘀𝘁𝗿𝗲, 𝗲 𝗹𝗮 𝗣𝗲𝗻𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮 𝘂𝗻 𝘂𝗼𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝘀𝗮𝗽𝘂𝘁𝗼 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮.
𝗥𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼: 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶, 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗶, 𝗵𝗮 𝘀𝗮𝗽𝘂𝘁𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁 𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗮𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗦𝘂𝗱 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗚𝗶𝗿𝗼 𝗱’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮.
Alla famiglia Castellano le piu’ sentite condoglianze pervla perdita del maestro Carmine.
𝗟𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗿𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗲𝗿à 𝗮 𝗶𝗹𝗹𝘂𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲.
