di Michele Vidone 

Nel corso dell’iniziativa politica a Napoli, esponenti del Partito Democratico hanno ribadito la necessità di costruire un’alternativa solida al governo guidato da Giorgia Meloni, partendo soprattutto dai contenuti programmatici più che dai nomi.

 

Marco Sarracino ha sottolineato che la priorità per i prossimi mesi è elaborare un programma capace di unire il Paese e rappresentare un’alternativa netta alle politiche della destra, criticando in particolare l’attenzione del governo alla legge elettorale. Secondo Sarracino, le primarie possono essere uno strumento utile, ma solo dopo aver costruito una base politica e valoriale condivisa; anticipare il dibattito sui leader rischierebbe di allontanare gli elettori, soprattutto quelli mobilitati dal recente referendum. Ha inoltre evidenziato come il Sud sia stato particolarmente penalizzato da un modello di sviluppo basato su salari bassi e diritti compressi.

 

Sulla stessa linea Debora Serracchiani, che ha interpretato la vittoria del “No” al referendum come un punto di partenza per costruire una proposta politica alternativa. Anche lei ha insistito sull’importanza di ripartire dal programma, frutto di una campagna di ascolto nei territori, rinviando il tema della leadership a una fase successiva. Serracchiani ha inoltre sottolineato la necessità di costruire una comunità politica ampia, valorizzando figure amministrative come Gaetano Manfredi, ritenute credibili anche a livello nazionale.

 

Infine, Stefano Bonaccini ha evidenziato come il centrosinistra disponga di una classe dirigente diffusa e radicata nei territori, spesso vincente a livello locale ma ancora in difficoltà nelle elezioni nazionali. Ha ribadito che la scelta del candidato premier dovrà avvenire solo dopo aver definito con chiarezza la coalizione e il suo programma, invitando il partito a evitare divisioni interne e a concentrarsi sull’obiettivo comune di battere la destra.

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