di Michele Vidone
Visite specialistiche da remoto per ridurre spostamenti e tempi di attesa: è questo l’obiettivo degli Ambulatori Virtuali di Comunità, attivi da oggi ad Amalfi (Sa) nei locali comunali nel cortile della ex AAST su Corso delle Repubbliche Marinare.
Il progetto integra tecnologia, prossimità e presa in carico personalizzata, con particolare attenzione ai cittadini non digitalizzati e a chi vive in aree svantaggiate o lontane dai principali poli sanitari. L’iniziativa è stata presentata dai vertici dell’Asl di Salerno, collegati da remoto con i 126 Comuni coinvolti in questa alleanza istituzionale e sociale. Le strutture sociosanitarie non sono viste solo come sedi operative, ma come partner strategici nella costruzione di una nuova sanità territoriale.
“È un modello innovativo su cui il nostro Comune ha deciso di puntare, cogliendo l’opportunità promossa dall’ASL Salerno di investire nella prossimità”, ha dichiarato il sindaco Daniele Milano. Il Comune mette a disposizione gli spazi e i “facilitatori digitali”, volontari in Servizio Civile, per rendere i servizi di telemedicina accessibili a tutti i cittadini.
Tra le aree mediche coinvolte: allergologia, cardiologia, chirurgia, dermatologia, diabetologia, endocrinologia, fisiatria, geriatria, ginecologia, medicina interna, oculistica, odontoiatria, oncologia, pediatria, pneumologia, psichiatria e reumatologia. Il servizio sarà garantito previa impegnativa obbligatoria in modalità tele-visita da parte del medico di base, con prenotazioni possibili tramite farmacie, sportelli CUP e portale Sinfonia.
“Con l’ausilio delle nuove tecnologie viene erogata un’offerta specialistica multidisciplinare, collegata alla Centrale Operativa del Centro Servizi di Telemedicina – Virtual Community Hospital dell’ASL Salerno, cuore tecnologico del sistema, un passaggio decisivo verso una sanità digitale integrata e condivisa”, ha spiegato il consigliere comunale con deleghe alla Salute e alla cittadinanza digitale, Giorgio Stancati.
La diffusione del progetto, già con oltre 120 Comuni aderenti, rappresenta “un modello esemplare di integrazione sociosanitaria che l’ANCI guarda con estremo interesse”, ha dichiarato il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi. “Non si tratta solo di tecnologia, ma di equità territoriale: portare la telemedicina all’interno degli spazi comunali abbattere le barriere geografiche e garantisce il diritto alla salute anche nelle zone più distanti dai grandi ospedali”.
Secondo Manfredi, la forza del progetto risiede nella cooperazione diretta tra sindaci e autorità sanitaria, con una rete di protezione continua tra medici di base, specialisti e servizi sociali. La presenza dei facilitatori digitali permette agli anziani e ai soggetti più fragili di accedere alle cure senza stress legati agli spostamenti o alla complessità tecnologica, contribuendo anche al decongestionamento ospedaliero.
“I Comuni rivestono un ruolo determinante, sostenendo con i propri bilanci il personale impegnato negli ambulatori e mettendo a disposizione gli spazi. Quando il Comune diventa baricentro della salute di prossimità, il servizio pubblico torna vicino alle persone. Auspichiamo che questa buona pratica possa essere replicata su scala nazionale, trasformando le aree interne da zone svantaggiate a centri di innovazione sociale”.
