Cari candidati sindaco di Arzano,
abbiamo deciso di scrivervi una lettera aperta prima del giorno delle elezioni. Lo facciamo senza neanche fare i vostri nomi. Perché a noi non interessa chi di voi vincerà, ma quello che farà una volta eletto.
Diciamo subito che candidarsi in questo momento a sindaco di Arzano significa candidarsi a svolgere un compito improbo. Ma allo stesso tempo è una cosa semplice: sarà semplicissimo fare meglio di chi vi ha preceduto.
Dalle colonne di Prospettive siamo stati estremamente critici con la precedente giunta, e se ci avete letto qualche volta sapete anche il perché. A noi la cosa che meno piaceva della vecchia Giunta era il suo immobilismo. Sembrava quasi che l’unica cosa che a loro stava a cuore era non essere commissariati. Il che se da un certo punto poteva sembrare una cosa importante, dopo 3 commissariamenti consecutivi, dal punto di vista politico era una cosa folle. Un qualsiasi governo deve governare, ossia deve prendere decisioni, diciamo quasi quasi che è meglio fare un provvedimento sbagliato che non farne nessuno per paura di sbagliare. La giunta guidata da Cinzia Aruta invece non ha mai preso alcun provvedimento.
E la situazione ad Arzano ormai è a livelli pazzeschi. C’è una invivibilità assoluta. Basti pensare che i nostri ragazzi sono costretti per trovare un qualsiasi lavoro a lasciare la loro città. Abbiamo una età media della popolazione che cresce di anno in anno. Il che è una cosa molto negativa. Ad Arzano c’è un crollo di natività, dovuta alla mancanza di giovani. E poi c’è una mancanza di luoghi dove incontrarsi. La sera non c’è nessuno che gira per strada.
A noi come giornale non interessa chi vincerà le elezioni. Ognuno di noi ha le sue idee, ed andrà a votare. Ma come giornale non abbiamo preferenze. A noi interessa quello che farà il sindaco eletto una volta assunta la carica. Non siamo disposti a fare sconti a nessuno. Ma al tempo stesso siamo pronti a lodare ogni cosa che farete. Quello da evitare è ripetere gli errori fatti in passato. Dovete fare politica, prendere decisioni, magari ascoltando la popolazione, semmai attraverso le associazioni. Per voi tutto sommato sarà semplice fare meglio di chi vi ha preceduto. Ma guai a voi se ripeterete gli stessi errori.
