Manifestazione e tensione politica al centro del dibattito a Napoli, dove la CGIL è scesa in piazza Carlo III per protestare contro il decreto sicurezza e contro l’iniziativa sulla cosiddetta remigrazione. Al presidio ha preso parte il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, che ha attaccato duramente le misure del Governo e la proposta di legge sostenuta dal comitato “Remigrazione e Riconquista”.
Secondo Ricci, le iniziative in campo rappresentano “una deriva di destra e fascista”, denunciando in particolare il valore economico previsto per incentivare il rientro dei migranti nei Paesi d’origine. Il segretario ha parlato di una proposta “razzista e antidemocratica”, ribadendo che sarà contrastata “con tutte le forze” insieme a movimenti, associazioni e realtà del territorio, tra cui la rete No King e l’ANPI. Napoli, ha aggiunto, resta “capitale della multietnicità e dell’accoglienza”.
Sulla stessa linea anche la UIL. Il segretario generale campano, Giovanni Sgambati, intervenuto durante una trasmissione radiofonica, ha definito la proposta sulla remigrazione “l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno”, sottolineando come il Paese necessiti invece di nuove energie e forza lavoro, anche alla luce del calo demografico. Sgambati ha invitato le istituzioni a concentrarsi sulle priorità economiche e sociali, dal caro energia all’inflazione, chiedendo interventi concreti a sostegno di lavoratori, imprese e famiglie, anche attraverso strumenti europei già sperimentati durante la pandemia.
Il leader della UIL ha inoltre rilanciato il tema della sicurezza sul lavoro, ricordando il numero ancora elevato di vittime ogni anno e proponendo misure più incisive, tra cui il riconoscimento dell’omicidio colposo nei casi di morte sul lavoro e l’istituzione di una procura speciale.
Nel suo intervento, Sgambati ha anche richiamato l’importanza del recupero dell’area di Bagnoli e ha annunciato la mobilitazione prevista per il 25 aprile, quando sindacati e associazioni torneranno in piazza a largo Berlinguer per celebrare la Liberazione d’Italia e ribadire i valori di libertà, democrazia e giustizia sanciti dalla Costituzione.
