di Michele Vidone
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di un ex dipendente dell’Ente Autonomo Volturno per uso fraudolento del badge aziendale, dichiarando inammissibile anche il secondo ricorso presentato dal lavoratore.
Secondo la Suprema Corte, timbrare il cartellino senza essere effettivamente presenti sul posto di lavoro o allontanarsi per svolgere attività personali costituisce una violazione grave dei doveri contrattuali e può configurare anche il reato di truffa aggravata. Nel caso specifico, gli accertamenti svolti da un’agenzia investigativa incaricata dall’azienda hanno dimostrato che il dipendente, dopo aver timbrato regolarmente l’ingresso, si allontanava per dedicarsi ad attività private, falsificando di fatto la propria presenza in servizio.
La sentenza ha inoltre chiarito che l’utilizzo di investigatori esterni è legittimo quando finalizzato a verificare comportamenti potenzialmente illeciti o fraudolenti da parte dei dipendenti, anche in presenza di semplici sospetti.
L’Eav ha sottolineato come il corretto utilizzo del badge rappresenti un elemento essenziale per garantire la regolarità del servizio e il rispetto delle regole, evidenziando che comportamenti di questo tipo arrecano danni sia economici che di immagine all’ente, oltre a risultare ingiusti nei confronti dei lavoratori che operano correttamente.
