di Michele Vidone

Alla vigilia delle elezioni amministrative in Campania, dove saranno chiamati al voto 88 Comuni, il tema centrale è la ricerca dell’unità tra le forze politiche, ma il quadro appare frammentato sia nel centrosinistra che nel centrodestra.

 

In vista del voto del 24 e 25 maggio, con la scadenza per la presentazione delle liste fissata al 23 e 24 aprile, le trattative tra partiti e movimenti stanno entrando nella fase decisiva. Il centrosinistra tenta di replicare il cosiddetto “campo largo”, modello che in passato ha garantito successi elettorali, ma incontra difficoltà nel trovare sintesi condivise in diversi territori.

 

Il centrodestra, invece, è attraversato da tensioni interne, in particolare tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, che stanno incidendo sulle scelte dei candidati. Le divisioni sono evidenti soprattutto nei due capoluoghi chiamati al voto, Salerno e Avellino.

 

A Salerno il centrosinistra si presenta diviso: da un lato Vincenzo De Luca, sostenuto da liste civiche e dal Pd senza simbolo, dall’altro Franco Massimo Lanocita appoggiato da Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana. Nell’area centrista corre Armando Zambrano, mentre il centrodestra è spaccato con Forza Italia che sostiene Zambrano e Fratelli d’Italia, insieme a Lega e Noi Moderati, che punta su Gherardo Maria Marenghi.

 

Situazione complessa anche ad Avellino, dove il centrodestra fatica a trovare una candidatura unitaria: Forza Italia spinge per Laura Nargi, ma incontra resistenze dagli alleati. Tra le alternative emerge il nome di Fabio Benigni. Anche il centrosinistra è in difficoltà nel costruire una coalizione ampia, con diversi nomi in campo ma senza una convergenza chiara.

 

Nei comuni della provincia di Napoli il quadro resta altrettanto articolato. Ad Afragola il centrosinistra riesce a compattarsi su Gennaro Giustino con un ampio schieramento di liste, mentre il centrodestra è diviso. A Ercolano si lavora ancora per un’alleanza larga nel centrosinistra, mentre il centrodestra non ha ancora definito una strategia unitaria.

 

In altri comuni importanti come Portici e San Giorgio a Cremano si registra la rottura tra Pd e Movimento 5 Stelle, mentre a Pompei si assiste a configurazioni politiche trasversali, con alleanze che superano gli schieramenti tradizionali.

 

Nel complesso, il voto amministrativo in Campania si preannuncia fortemente competitivo e incerto, segnato da divisioni interne, alleanze variabili e una diffusa difficoltà nel costruire coalizioni stabili.

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