di Michele Vidone 

È stata raggiunta l’intesa sulla parte economica del CCNL 2025-2027 per il comparto Istruzione e Ricerca, con la firma unanime di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative e dell’Aran, che apre ufficialmente la nuova tornata contrattuale nazionale. L’accordo interessa circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici operanti nelle scuole, università, enti di ricerca e istituzioni Afam, e stabilisce incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari erogati in tre tranche annuali a partire dal 1° gennaio 2025 fino al 2027. A regime, l’aumento medio per il comparto sarà di 137 euro lordi mensili per 13 mensilità, mentre per il personale docente della scuola salirà a 143 euro lordi per 13 mensilità.

Complessivamente, considerando i tre contratti consecutivi dal 2019 al 2027, gli aumenti strutturali risultano senza precedenti: 395 euro per comparto e 412 euro per i docenti, con arretrati stimati tra 815 e 1.250 euro al 30 giugno 2026. L’ipotesi di accordo deve ora seguire l’iter previsto, tra verifica di compatibilità finanziaria, passaggi governativi e certificazione della Corte dei conti, prima di acquisire efficacia giuridica.

Parallelamente, Aran convocherà a breve il tavolo per la trattativa sulla parte normativa del contratto, riguardante relazioni sindacali, lavoro agile, welfare contrattuale, tutela legale per personale vittima di aggressioni e altri istituti regolatori. Le altre categorie della Pubblica Amministrazione seguiranno con tavoli dedicati: Funzioni centrali già aperto, Funzioni locali in attesa di atto di indirizzo e successivamente Sanità. L’Aran sottolinea che, per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali pubbliche, il contratto del comparto Istruzione e Ricerca precede nella firma quello del comparto Funzioni centrali, garantendo continuità e tempestività alla contrattazione collettiva.

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