Scampia Napoli ragazzo accoltellato alla gamba ieri nei bagni della scuola all'istituto scolastico “Pontano delle Arti e dei Mestieri” in viale della Resistenza carabinieri sul posto (NeaPhoto Renato Esposito)

Un episodio che scuote la città e riaccende il dibattito sulla sicurezza tra i più giovani. L’accoltellamento di un ragazzo di 14 anni in una scuola professionale nel quartiere Scampia è stato definito “di inaudita gravità” dal prefetto di Napoli, Michele di Bari. Il rappresentante del governo si è recato nell’istituto insieme ai vertici provinciali delle forze dell’ordine per esprimere vicinanza alla comunità scolastica e fare il punto sull’accaduto. “Ciò che è successo stupisce per la ferocia e per l’istinto”, ha dichiarato, sottolineando come l’episodio imponga “una riflessione collettiva”.

Secondo quanto emerso, il giovane sarebbe stato aggredito da due minori. Un fatto che, oltre alla violenza in sé, colpisce per il contesto in cui è maturato, quello scolastico, luogo che dovrebbe essere deputato alla formazione e alla crescita.

Il prefetto ha ricordato che già da tempo sono attive misure di vigilanza agli ingressi degli istituti, introdotte circa un anno fa, e che tali controlli saranno ulteriormente rafforzati, soprattutto nei quartieri più esposti. “Non possiamo restare fermi dinanzi a fatti del genere”, ha aggiunto, richiamando anche il ruolo delle famiglie nella prevenzione del disagio giovanile. Un pensiero è stato rivolto sia alla vittima, a cui sono stati augurati una pronta guarigione e sostegno alla famiglia, sia al contesto più ampio in cui maturano simili episodi.

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Borrelli, che ha parlato di un’aggressione con caratteristiche “non improvvise, ma riconducibili a una dinamica criminale”. Secondo Borrelli, il caso evidenzierebbe una crescente diffusione della cosiddetta “cultura del coltello” tra i giovanissimi.

Il parlamentare ha inoltre puntato l’attenzione sul coinvolgimento di altri minori, sottolineando come uno di loro avrebbe tentato di occultare l’arma utilizzata. “Se a 17 anni si gira armati a scuola e a 15 si è già in grado di nascondere prove, significa che il sistema educativo e familiare ha fallito”, ha affermato.

Tra le proposte avanzate, il rafforzamento dei presidi di sicurezza, anche con l’eventuale introduzione di metal detector e una vigilanza costante nelle aree più a rischio. Un appello, infine, affinché le istituzioni intervengano con decisione per evitare che episodi simili possano ripetersi.

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