L’Italia è fuori dal mondiale. La notizia la sapete tutti, ma da qui dobbiamo partire. E’ la terza volta consecutiva che capita. Chi ha la mia età non era abituato a nulla del genere. Essendo nato nel 1961 non mi era mai capitato di seguire un mondiale senza gli azzurri. L’ultima volta era capitato nel 1958. E dire che siamo arrivati ad un mondiale con 48 squadre, il triplo di quanto accadeva un tempo, quando al mondiale andavano solo 16 nazionali.

Diciamo subito una cosa: non c’entra nulla il problema che hanno le società, come detto da Gattuso. Le squadre italiane sono tutte fuori dalla Champions, ma lì il problema è economico. Non riusciamo ad essere competitivi a causa delle difficoltà economiche, La nazionale invece paga altro genere di errori. In Italia la nazionale è un fastidio. Gattuso aveva chiesto uno stage, ma le società non sono state d’accordo. Poi c’è la follia dei contributi della Lega che vanno alle società che retrocedono. Per tacere della follia dei tanti stranieri nelle Primavere.

Ora se è vero che i cittadini europei sono equiparabili, non è possibile escluderli dalle prime squadre, non si capisce perché non si possano dare contributi a chi utilizza calciatori utilizzabili dalla nazionale. Lo scorso anno l’Empoli ha scelto di retrocedere per incassare il contributo di oltre 30 milioni.

Di base è inammissibile che il calcio italiano non vada per la terza volta consecutiva ad un mondiale. Perché in ogni caso il fenomeno calcio in Italia non è ridotto così male. Adesso cosa ci aspettiamo? Le dimissioni del vertice federale non sono rinviabili. Magari le colpe non sono solo sue, ma un segnale andrebbe dato. Invece sembra che Gravina non abbia intenzione alcuna di dimettersi. Ieri sera ha parlato di una decisione che andrebbe presa dal prossimo Consiglio Federale. Come a dire: non ho nessuna intenzione di andare via.

Ma più che le sue dimissioni servirebbe una svolta. Se ci fosse sarebbe un primo passo in avanti. Ma dubitiamo che ci sarà.

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