di Michele Vidone
Gennaro Gattuso, c.t. dell’Italia, ha parlato alla vigilia della sfida contro la Bosnia, gara decisiva per l’accesso al Mondiale.
Gattuso ha sottolineato l’atteggiamento positivo dei suoi giocatori: “Gli occhi dei ragazzi che ho incrociato finora sono buoni, perché in tutti questi giorni siamo stati insieme e l’ambiente è sempre stato positivo. Stasera ci giochiamo una partita importante e l’abbiamo preparata bene, con la consapevolezza di giocare contro una squadra che ha tecnica e fisicità. Ci vorrà una grande prestazione da parte nostra. I ragazzi vogliono andare al Mondiale e soffrono in silenzio se i risultati non arrivano. Ti posso assicurare che faranno di tutto: c’è gente che darebbe la vita e l’anima per arrivare a questo obiettivo”.
Riguardo agli avversari, ha aggiunto: “La Bosnia è forte, ha i suoi pregi e difetti, ma sono scorbutici. Noi dobbiamo concentrarci sulla nostra prestazione: nei primi 10-15 minuti bisognerà stare là e soffrire, ribattere colpo su colpo. Fanno molti falli, circa una decina in più a partita rispetto a noi, e dovremo essere bravi a non reagire perché l’arbitro Turpin ha grande esperienza e non ama le proteste”.
Gattuso ha anche parlato del peso emotivo della partita e del supporto della famiglia: “La chiamata di mio figlio? Questo è diverso dalle vigilie vissute da giocatore. Ti senti la pressione di un Paese sulle spalle e la responsabilità verso chi ti circonda. Ieri notte mio figlio mi ha scritto, e, siccome abbiamo età simile, capisco anche cosa pensano i miei giocatori. La mia famiglia è coinvolta dal mio stato d’animo, dalle mie ansie e dalla mia quotidianità. Mi sono sempre vicini”.
