Prende forma il fronte progressista in vista delle elezioni comunali a Salerno, dove il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno ufficializzato la candidatura a sindaco di Franco Massimo Lanocita. A sostegno anche associazioni e liste civiche, tra cui Terra Socialista, in un progetto politico che punta a rappresentare una discontinuità rispetto all’attuale amministrazione. La presentazione si è svolta nella sala Moka, alla presenza di esponenti locali e nazionali delle forze coinvolte. Al centro dell’iniziativa, la volontà di costruire una proposta alternativa basata su partecipazione, legalità e sviluppo urbano sostenibile.

A sottolineare il percorso che ha portato alla candidatura è stata la coordinatrice provinciale del M5S Virginia Villani, che ha parlato di un cammino “lungo e faticoso”, rallentato — ha spiegato — da divisioni politiche che hanno impedito la prosecuzione dell’esperienza del cosiddetto campo largo, già sperimentata a livello regionale con l’elezione di Roberto Fico. Nonostante le difficoltà, Villani ha definito quella di Lanocita “una candidatura autorevole e credibile”, capace di offrire un’alternativa concreta per il futuro della città.

Il candidato ha delineato i punti principali del programma, a partire dalla revisione del piano urbanistico comunale. Secondo Lanocita, l’attuale strumento non rispecchia più la realtà demografica cittadina e va ripensato per fermare il consumo di suolo, privilegiare il recupero dell’esistente e valorizzare il patrimonio immobiliare inutilizzato, stimato in oltre 4mila abitazioni vuote.

Tra le proposte anche l’introduzione di un nuovo statuto comunale con il ripristino dei consigli di circoscrizione, per rafforzare la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni locali. Il finanziamento, nelle intenzioni del candidato, potrebbe passare anche attraverso una riduzione delle indennità degli amministratori.

Non manca una visione culturale di lungo periodo: Lanocita propone infatti la candidatura di Salerno a Capitale italiana della Cultura 2030, puntando sulla valorizzazione delle radici storiche e mediterranee della città, a partire dal ruolo centrale che ebbe nel Medioevo come sede della prima grande istituzione medica europea.

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