di Michele Vidone
Sequestro per illeciti ambientali a Castellammare di Stabia, dove la Capitaneria di porto ha posto i sigilli a un cantiere navale nell’ambito delle attività di contrasto all’inquinamento del fiume Sarno.
L’operazione, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata insieme alla Guardia Costiera locale, ha portato al sequestro di un’area di circa 1.500 metri quadrati all’interno del cantiere, comprensiva di un deposito-officina di circa 300 metri quadrati ritenuto completamente abusivo.
I reati contestati riguardano l’assenza di autorizzazioni per le emissioni in atmosfera, lo scarico illecito di acque reflue industriali e la gestione non autorizzata di rifiuti, anche pericolosi. Secondo quanto emerso, l’attività di cantieristica navale veniva svolta senza i necessari titoli amministrativi e ambientali.
Durante i controlli sono state rinvenute anche diciotto imbarcazioni rimessate. Particolarmente critica la gestione delle acque: i reflui del piazzale sarebbero stati scaricati senza alcun sistema di depurazione, con il rischio di contaminazione del suolo e delle acque circostanti.
Gli investigatori hanno inoltre accertato l’assenza di sistemi per il deflusso delle acque meteoriche e di adeguata pavimentazione, elementi che aggravano l’impatto ambientale dell’attività. L’intervento si inserisce in un più ampio piano di controlli per la tutela del territorio e il risanamento del bacino del Sarno, da anni al centro di criticità ambientali.
