di Michele Vidone

Nel Rione Amicizia è stata avviata la demolizione dell’ultima villa abusiva dell’area, un immobile di circa 550 metri quadrati realizzato senza alcun titolo edilizio e considerato negli anni simbolo di illegalità.

L’intervento, come sottolineato dall’assessora regionale Claudia Pecoraro, rappresenta un atto concreto di ripristino della legalità e di restituzione alla comunità di uno spazio segnato dalla presenza criminale, destinato ora a diventare occasione di rigenerazione urbana e sociale.

L’operazione rientra in un più ampio programma di riqualificazione che ha coinvolto complessivamente 12 edifici per un totale di 288 alloggi: tra demolizioni, ricostruzioni e ristrutturazioni, il progetto ha trasformato profondamente il quartiere, con ulteriori nuovi fabbricati in corso di realizzazione.

Determinante è stata la collaborazione tra più istituzioni, tra cui il Comune di Napoli, la Prefettura di Napoli, la Regione Campania, la Procura della Repubblica, la Questura di Napoli, il Ministero dell’Interno e ACER Campania.

Proprio il presidente di ACER, David Lebro, ha definito l’intervento un “passaggio storico”, evidenziando come il lavoro sinergico tra enti rappresenti un modello replicabile per il recupero di aree compromesse.

Secondo Pecoraro, il valore dell’operazione va oltre l’abbattimento fisico dell’edificio: si tratta di un segnale forte contro l’illegalità e un passo verso la restituzione di dignità, diritti e prospettive di sviluppo per il territorio.

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