di Michele Vidone 

Dopo l’esito del referendum sulla giustizia, dal centrodestra campano arrivano analisi critiche e riflessioni sulle strategie politiche future.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Gennaro Sangiuliano ha sottolineato come la riforma fosse “molto tecnica” e non sia riuscita a coinvolgere emotivamente i cittadini, evidenziando anche l’impatto del contesto internazionale e delle difficoltà economiche. Secondo Sangiuliano, pesa inoltre una difficoltà del centrodestra nel dialogare con i giovani e un progressivo distacco dai territori, con una Campania che si è “radicalizzata a sinistra” e un malessere sociale diffuso da affrontare.

Critiche arrivano anche dal deputato della Lega Gianpiero Zinzi, che ha definito “una caduta di stile” i festeggiamenti di alcuni magistrati all’interno di un tribunale dopo il voto, sottolineando la necessità di mantenere sobrietà e imparzialità nelle istituzioni.

Per Gianfranco Librandi, vicesegretario regionale di Forza Italia, il risultato va rispettato ma non modifica automaticamente gli equilibri politici. Tuttavia, emerge un limite: il centrodestra non è riuscito ad ampliare il proprio consenso, soprattutto nelle periferie, dove prevalgono temi concreti rispetto a quelli della riforma. Da qui la necessità di tornare a lavorare sul territorio e ricostruire un rapporto diretto con gli elettori, in particolare con i giovani.

Sulla stessa linea Gigi Casciello, coordinatore regionale di Noi Moderati, che parla apertamente di sconfitta nel Mezzogiorno, attribuendola anche a una comunicazione inefficace e troppo distante dai cittadini. Secondo Casciello, è fondamentale ripartire dal confronto diretto sui territori e ritrovare unità nel centrodestra, superando divisioni interne e logiche personalistiche in vista delle prossime sfide elettorali.

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