Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa nella sede del partito per commentare Il risultato del voto sul referendum costituzionale sulla giustizia, Roma, 23 marzo 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI -- MOvimento 5 stelle President Giuseppe Conte speaks during a press conference at party headquarters to comment on the results of the constitutional referendum on justice, Rome, March 23, 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Una “chiara, sonora vittoria del No” che rappresenta anche “un avviso di sfratto al governo”. Con queste parole il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha commentato l’esito del referendum nel corso di una conferenza stampa tenuta nella sede del partito nella Capitale. Secondo l’ex premier, il risultato non lascia spazio a interpretazioni: “Il risultato mi sembra chiaro, una grandissima partecipazione e una chiara, sonora, vittoria del No. Questo ci rallegra molto”. Un passaggio che sottolinea, nelle sue parole, non solo l’esito ma anche il dato dell’affluenza, considerato indicativo del coinvolgimento popolare.

Conte ha poi ampliato la lettura politica del voto, parlando di una fase nuova per il Paese. “Si apre una nuova stagione, una primavera politica. I cittadini sono protagonisti, vogliono voltare pagina”, ha dichiarato, indicando una richiesta diffusa di cambiamento e di una politica “più attenta ai bisogni delle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste”.

In questo contesto, il leader pentastellato rivendica un ruolo per il Movimento 5 Stelle insieme alle altre forze progressiste: “Il M5s ha tutto il diritto, con le altre forze progressiste, di interpretare questa nuova primavera”. Un messaggio che si inserisce nel dibattito sulle possibili alleanze e sulla ridefinizione degli equilibri nel campo dell’opposizione. Non manca un affondo diretto all’esecutivo: l’esito del referendum, ha detto Conte, “è un avviso di sfratto al governo, dopo 4 anni. Un segnale forte, politico”, ribadendo la valenza nazionale del voto.

Infine, uno sguardo alle prospettive future e agli strumenti di partecipazione: Conte ha aperto alla possibilità delle primarie, ma con una condizione precisa. “Ci apriamo alla prospettiva delle primarie, che siano veramente aperte”, ha spiegato, indicando la necessità di coinvolgere i cittadini in una “discussione ampia” per individuare “il candidato o la candidata più competitivo e il migliore interprete del programma”.

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