di Michele Vidone
La Procura regionale della Corte dei conti della Campania ha citato in giudizio il professore Edoardo Cosenza, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e attuale assessore comunale a Napoli, contestando un presunto danno erariale di oltre 1,3 milioni di euro.
Al centro della vicenda ci sono una serie di incarichi professionali esterni che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati svolti in violazione delle norme sull’incompatibilità per i docenti universitari a tempo pieno. I fatti risalirebbero a un periodo precedente all’ingresso di Cosenza nella giunta comunale.
Tra gli incarichi contestati figurano attività per diversi enti pubblici e privati, tra cui il collaudo dell’Ospedale del Mare, lavori per Comuni come Benevento e Ravello, consulenze per società autostradali e collaborazioni con l’Università degli Studi Magna Grecia di Catanzaro.
Secondo la Procura, dopo l’invito a dedurre sarebbero state presentate istanze autorizzative ritenute “inconferenti e ingannevoli”, costruite – si legge – per eludere i controlli dell’ateneo.
Di diverso avviso la difesa. L’avvocato Enrico Soprano sostiene che tutti gli incarichi, alcuni dei quali risalenti a oltre vent’anni fa, siano stati regolarmente autorizzati dall’università tramite atti formali firmati dal rettore pro tempore.
Il legale sottolinea inoltre che la citazione rappresenta un atto di parte della Procura e si dice fiducioso che il giudice possa respingere integralmente le contestazioni.
