Un museo diffuso per raccontare la resistenza alla camorra e un centro di formazione per offrire ai giovani nuove opportunità di lavoro e di vita. Sono i due progetti, definiti “due sogni”, lanciati dal Comitato Don Diana in occasione della giornata di commemorazione del sacerdote ucciso dalla criminalità organizzata.

Le proposte sono state illustrate dalla coordinatrice Tina Cioffo durante l’incontro tenutosi presso Casa don Diana, bene confiscato simbolo dell’impegno civile sul territorio. L’iniziativa si è svolta nel giorno del 32esimo anniversario dell’omicidio di Giuseppe Diana, assassinato il 19 marzo 1994 nella sacrestia della Chiesa di San Nicola di Bari mentre si preparava a celebrare la messa.

All’evento hanno partecipato studenti dell’istituto tecnico Carli, rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo. Tra questi il presidente della Regione Roberto Fico, il sindaco Ottavio Corvino e Luigi Ciotti, da sempre in prima linea nella lotta alle mafie.

Il museo diffuso, nelle intenzioni dei promotori, dovrà raccontare la storia di chi ha contribuito a liberare il territorio dal controllo dei clan, coinvolgendo associazioni e realtà locali in un progetto condiviso. Il centro di formazione, invece, punta a fornire competenze e prospettive concrete ai giovani, per sottrarli al rischio di devianza e offrire alternative reali.

La giornata ha rappresentato anche un momento di riflessione sul percorso avviato dalla Diocesi di Aversa per la beatificazione di don Diana, una scelta accolta con favore dal Comitato. Non è mancato però un richiamo alle criticità del presente, con la preoccupazione per recenti episodi intimidatori e per il ritorno sul territorio di esponenti legati al clan dei Casalesi.

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