Si chiude con un’archiviazione il procedimento per diffamazione aggravata a mezzo social che vedeva coinvolto il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, denunciato dal garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello.

A darne notizia è lo stesso parlamentare, che ricostruisce l’origine della vicenda: alcune dichiarazioni pubbliche e post sui social in cui aveva espresso critiche su temi di interesse pubblico legati al sistema carcerario e alla gestione delle relative problematiche. Dopo la denuncia, la Procura aveva già avanzato richiesta di archiviazione, ritenendo insussistenti gli estremi del reato. A opporsi era stata la persona offesa, portando così il caso davanti al giudice per le indagini preliminari.

Con ordinanza del 17 marzo 2026, il GIP del Tribunale di Napoli ha disposto l’archiviazione, stabilendo che le espressioni utilizzate rientrano nell’esercizio del diritto di critica politica, tutelato dalla Costituzione. Il giudice ha evidenziato come, pur caratterizzate da toni aspri, le dichiarazioni non abbiano superato i limiti della continenza né si siano trasformate in attacchi personali gratuiti o lesivi della dignità.

Secondo quanto riportato, il contesto era di evidente interesse pubblico e le opinioni espresse, seppur forti, devono essere considerate legittime nell’ambito del confronto politico e istituzionale.

Il legale del deputato ha sottolineato come il provvedimento entri nel merito della vicenda, confermando la correttezza dell’esercizio del diritto di critica politica. “È significativo che il deputato non abbia mai invocato l’immunità parlamentare, affrontando il procedimento con l’obiettivo di dimostrare la piena legittimità delle proprie dichiarazioni”, ha aggiunto.

Borrelli ha infine ricordato che si tratta dell’ennesimo procedimento promosso da un garante dei detenuti nei suoi confronti, rivendicando la propria attività politica e istituzionale sui temi legati al sistema carcerario

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