di Michele Vidone
Dopo la vittoria contro il Lecce, l’allenatore del Napoli Antonio Conte ha commentato la partita in conferenza stampa, soffermandosi anche su alcuni episodi e sulla gestione della squadra.
Conte ha raccontato di essersi spaventato per Banda: “Gli sono andato incontro e mi ha detto che aveva male al cuore. La moglie è incinta, per fortuna non è nulla di grave e i soccorsi sono intervenuti subito”.
Sul match ha spiegato che il Lecce è partito forte: “Potevamo fare meglio sul doppio calcio d’angolo loro. Stiamo facendo bene la fase offensiva, meno quella difensiva. Nel primo tempo abbiamo faticato, nel secondo invece c’è stata un’altra partita a livello di intensità e ci siamo presi una vittoria importante”.
Parlando della gestione dei giocatori rientrati dagli infortuni, Conte ha sottolineato che servirà prudenza: “Anguissa, De Bruyne e McTominay stanno recuperando dopo tanto tempo fuori. Non si può pensare che accendano la lampadina subito, vanno gestiti. Possono giocare 20-30 minuti o un tempo, ma devono lavorare per arrivare a 90-95 minuti”.
Un passaggio anche su Hojlund: “È cresciuto molto e ha margini importanti, anche nel colpo di testa. È stato due giorni a casa per un virus intestinale, ma è fondamentale per noi perché lavora per tutta la partita, pressa e tiene palla. Dipende da lui dove vuole arrivare: può diventare uno degli attaccanti più forti”.
Infine Conte ha parlato del suo futuro: “Quando ho firmato a Napoli ho accettato un progetto di tre anni. L’obiettivo è lasciare fondamenta solide. Abbiamo vinto uno scudetto e una Supercoppa e giocato la Champions. Mi incontrerò con il presidente con grande serenità per valutare questi due anni. Se ci sarà sintonia continueremo, altrimenti saluterò con grande affetto. A Napoli mi trovo benissimo con tifosi e città. Io porto aspettativa: quando sono in panchina la storia dice che devo arrivare primo o secondo. Cercheremo di rispondere ai fuochi d’artificio sul campo”.
