Di Angelo Maurizio Tortora
“Siamo preoccupati, come organizzazione storica che ha milioni di militanti e di iscritti, perché è in pericolo la tenuta democratica in questo Paese. Il nostro No è un No in difesa della Costituzione, perché pensiamo davvero che la legge Nordio non è una legge che vuole una riforma della giustizia ma vuole riformare, anzi mettere le mani sulla magistratura”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania Nicola Ricci, intervenendo all’iniziativa “Il lavoro per il No” promossa nella sede della Cgil a Napoli. “Oggi tanti soggetti terzi, la Corte dei Conti, la magistratura stessa – ha dichiarato Ricci – rappresentano l’elemento di equilibrio e di difesa. Siamo in campo perché quando il mondo del lavoro lo ha fatto, come in occasione dello Statuto dei lavoratori e del Servizio sanitario nazionale, ha portato interessi sani per il nostro Paese e per i nostri concittadini”. “Il No al referendum – ha sottolineato Maria Grazia Gabrielli, della segreteria confederale Cgil – è importante perché quando si tocca la Costituzione, si toccano le regole che riguardano tutte e tutti i cittadini e le cittadine di questo paese. È una riforma che interviene su ben 7 articoli della Costituzione, che è stata prodotta senza alcun dibattito parlamentare che in realtà non a nulla che vedere con una vera riforma della giustizia, che riguarda le lavoratrici, i lavoratori, le cittadine e i cittadini. La condizione della giustizia del nostro paese non cambia se separiamo le carriere tra magistrati e pubblico ministero, che in realtà sono già separate. C’è invece il rischio di avere una giustizia meno efficace e meno efficiente anche per le lavoratrici e i lavoratori, quando interveniamo, come questa riforma fa, sulla separazione dei poteri che è il caposaldo di questa Costituzione e quindi provando a depotenziare il ruolo della magistratura”.
