di Michele Vidone
Un nuovo tassello della storia dell’antica Via Appia emerge dal territorio campano grazie alle attività di ricerca e tutela coordinate dal Ministero della Cultura attraverso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento.
Nel Comune di Apollosa, in provincia di Benevento, è stato presentato alla comunità il ritrovamento di un monumento funerario romano decorato con scene di gladiatori. La scoperta è avvenuta nell’ambito di indagini archeologiche condotte dalla Soprintendenza ed è stata illustrata nel corso della conferenza “Un cantiere per conoscere l’Appia: un monumento funerario romano nel Comune di Apollosa”.
Il soprintendente Mariano Nuzzo ha sottolineato l’importanza di condividere con la comunità i risultati delle ricerche, evidenziando il valore architettonico e iconografico del monumento, decorato con raffigurazioni gladiatorie e databile all’inizio del I secolo d.C.
Il ritrovamento è stato possibile anche grazie alla segnalazione del volontario Marco Zamparelli, che ha informato la Soprintendenza dopo aver notato alcuni blocchi lapidei affiorati a seguito dell’esondazione del torrente Serrentella.
Le successive operazioni archeologiche, coordinate dal funzionario archeologo Simone Foresta con un team di specialisti, hanno consentito il recupero di circa venti blocchi in pietra calcarea e l’individuazione dell’ingresso di una camera funeraria affrescata.
Secondo gli studi preliminari, il monumento – costruito in blocchi di calcare e con un diametro stimato di circa dodici metri – sarebbe appartenuto a un facoltoso cittadino romano vissuto in età augustea, probabilmente legato all’organizzazione dei giochi gladiatori.
La collocazione del sepolcro lungo la Via Appia, una delle principali arterie dell’antica Roma, conferma il prestigio del luogo e il ruolo strategico di questo tratto compreso tra Caudium e Montesarchio.
Il Comune di Apollosa ha annunciato l’intenzione di valorizzare l’area e inserirla nei progetti di promozione territoriale collegati all’antico tracciato della Regina Viarum, in collaborazione con la Regione Campania e le istituzioni coinvolte.
Nel frattempo i reperti recuperati sono conservati presso il Centro operativo della Soprintendenza a Benevento, dove possono essere visitati su prenotazione. Sono inoltre allo studio progetti di ricostruzione virtuale del monumento per favorirne la conoscenza e la fruizione da parte del pubblico.
