di Michele Vidone
Un incidente mortale sul lavoro si è verificato a San Marcellino, nel Casertano, dove un lavoratore extracomunitario di circa 30 anni, non ancora identificato perché privo di documenti, è precipitato nel vuoto mentre era impegnato in lavori di svuotamento di uno stabile.
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe caduto da un piano privo di ringhiera, a un’altezza di circa quindici metri, finendo nel cortile dell’edificio. Il corpo è stato ritrovato sul selciato.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Aversa insieme ai militari del Nucleo ispettorato del lavoro e ai tecnici dell’Asl di Caserta. Dai primi accertamenti è emerso che la ditta di svuotacantine per cui lavorava stava effettuando l’intervento senza alcun incarico formale da parte dei proprietari dell’immobile. La salma è stata trasportata all’Istituto di medicina legale di Giugliano in Campania.
Sulla vicenda sono intervenute la Cgil Caserta e la Fillea Cgil di Caserta, che esprimono “profondo cordoglio e indignazione” per l’accaduto. Secondo la segretaria generale della Cgil Caserta, Sonia Oliviero, la tragedia riunisce “tutti gli elementi più drammatici dello sfruttamento nel settore delle costruzioni: precarietà, lavoro nero, assenza di sicurezza e la particolare fragilità dei lavoratori migranti”.
“La vicenda lascia sgomenta un’intera comunità – afferma Oliviero – e racconta con crudezza la realtà di un sistema in cui troppi lavoratori, soprattutto stranieri, sono esposti a condizioni di forte ricattabilità e sfruttamento. Non possiamo continuare a contare morti sul lavoro come se fossero inevitabili. È necessario rafforzare i controlli, contrastare il lavoro nero e affermare con forza che la sicurezza viene prima di tutto”.
Per Irene Velotti, segretaria generale della Fillea Cgil di Caserta, il settore delle costruzioni continua a pagare “un prezzo altissimo in termini di vite umane”. “Quando si lavora in cantieri irregolari o abusivi, senza tutele e senza dispositivi di sicurezza, il rischio diventa inevitabilmente tragedia”, sottolinea.
I sindacati chiedono da tempo interventi strutturali per contrastare l’illegalità nel settore e rafforzare i controlli, oltre a un rafforzamento delle attività di prevenzione e repressione dei reati legati alla sicurezza sul lavoro. Tra le proposte avanzate c’è anche l’istituzione di una Procura nazionale per la sicurezza sul lavoro, ritenuta uno strumento utile per coordinare le indagini e contrastare le filiere dell’irregolarità.
“Serve una risposta forte dello Stato – conclude Oliviero – perché ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per l’intero Paese. Non possiamo accettare che il lavoro, anziché garantire dignità e futuro, continui a trasformarsi in una condanna a morte”.
