di Michele Vidone
La guerra nel Golfo rischia di avere pesanti ripercussioni anche sull’agricoltura italiana, con un aumento dei costi di produzione e nuove incertezze sui mercati. A lanciare l’allarme è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che chiede interventi immediati a livello regionale, nazionale ed europeo.
Secondo l’organizzazione agricola, il conflitto sta già provocando un forte aumento dei prezzi del gasolio agricolo, con rincari che arrivano fino al 50%, oltre a tensioni sui fertilizzanti, con l’urea che registra un aumento del 35%. “Stronchiamo le speculazioni a danno degli agricoltori, dei cittadini e della nostra sovranità alimentare”, afferma Fini.
Cia ha presentato alle Regioni un documento con la proposta di un ordine del giorno che prevede, tra le altre misure, l’attivazione di tavoli permanenti di monitoraggio per contrastare eventuali rincari ingiustificati sui carburanti e lungo l’intera filiera agroalimentare, con l’obiettivo di tutelare sia i produttori sia i consumatori.
L’associazione sollecita inoltre un intervento del governo attraverso la Conferenza Stato-Regioni per stanziare rapidamente risorse e misure compensative a sostegno dei comparti più colpiti dalla crisi.
Un ulteriore appello è rivolto alle istituzioni europee affinché adottino politiche straordinarie per affrontare l’emergenza, prevedendo anche lo scorporo delle risorse destinate alle misure anticrisi energetica dai vincoli del Patto di stabilità e crescita.
“Siamo nel pieno della primavera, periodo di semine e lavorazione della terra. Questa crisi non ferma solo i trattori, ma rischia di compromettere l’agricoltura e la sicurezza alimentare”, osserva Fini. “Gli agricoltori sono sempre l’anello più esposto e debole della filiera e spesso non possono trasferire l’aumento dei costi sui prezzi di vendita. Produrre in perdita significa chiudere”.
Cia chiede quindi alle Regioni un “patto di ferro” per rafforzare i controlli contro le speculazioni e per fare pressione sull’Europa affinché intervenga con risorse adeguate. L’organizzazione rivolge infine un appello ai capi di Stato e di governo in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, auspicando che le misure anticrisi annunciate dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen siano rapide e concrete.
