di Michele Vidone
Si è svolta questa mattina nella sede del Consiglio regionale della Campania l’audizione della Commissione Bilancio con le organizzazioni sindacali per illustrare la manovra finanziaria approvata dalla giunta regionale, che dovrà ora essere esaminata e votata dall’Aula. Alla convocazione del presidente della commissione Corrado Matera ha partecipato, per la Cgil Napoli e Campania, la segretaria confederale Elisa Laudiero.
Tra i temi centrali della manovra c’è la sanità, settore a cui la giunta guidata dal presidente Roberto Fico ha destinato il 70 per cento delle risorse disponibili. Una scelta giudicata positivamente dalla Cgil Napoli e Campania, che sottolinea come si tratti del comparto che attraversa le maggiori difficoltà. Il sindacato auspica un rafforzamento delle strutture pubbliche per garantire più servizi e maggiore qualità ai cittadini, ma anche migliori condizioni di lavoro per il personale sanitario. Viene inoltre evidenziata l’attenzione verso le fasce più fragili, con interventi su disabilità, psicologia scolastica e sostegno alle famiglie in difficoltà.
Giudizio positivo anche sulle politiche ambientali, in particolare per le risorse stanziate per le bonifiche, con l’auspicio che possano essere incrementate nel tempo per assicurare continuità agli interventi. Il sindacato mantiene comunque alta l’attenzione su temi come il ciclo integrato delle acque e la Terra dei Fuochi.
Sulle politiche attive del lavoro la Cgil ritiene invece che formazione e tirocini non siano sufficienti e chiede investimenti più consistenti per creare occupazione stabile e di qualità, soprattutto per i giovani che spesso sono costretti a lasciare la Campania per costruire il proprio futuro.
Infine, dal sindacato è arrivata anche una sollecitazione sul tema dei migranti. Secondo la Cgil è necessario immaginare percorsi di integrazione e garantire la regolarizzazione delle persone coinvolte nel decreto Flussi che, come evidenziato anche da recenti indagini della squadra mobile della Polizia di Stato di Napoli, rischiano di finire nella rete del lavoro nero e dell’illegalità.
