di Michele Vidone
Un convegno dal titolo “Soccorso rosa” per il contrasto alla vittimizzazione secondaria contro donne e bambini è in programma il 18 marzo a Napoli nell’ambito della rassegna Marzo Donna 2026. A promuovere l’iniziativa sono Psicologia Protocollo Napoli insieme a Salute Donna, Ram Pensare Più e Rete Sguardo Femminista.
A presentare l’appuntamento è stata Elvira Reale, componente del comitato scientifico di Protocollo Napoli e consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, a margine della presentazione del programma della rassegna al Comune di Napoli.
L’incontro si terrà alle ore 15 nella sala della Loggia di Castel Nuovo e vedrà la partecipazione di Emanuela Ferrante, assessora alle Pari opportunità del Comune di Napoli; Valeria Valente, senatrice e componente della Commissione femminicidio; Gabriella Ferrari Bravo, presidente Aps Psy-Com; Luisa Menniti, referente Rete Sguardo Femminista; Antonella Bozzaotra, Pensare Più – Percorsi Ram; Giovanna Cacciapuoti, avvocata e componente della Commissione violenza di genere del Consiglio dell’Ordine degli avvocati; Maria de Luzenberger, sostituta procuratrice presso il Tribunale per i minorenni di Napoli; Claudia Pecoraro, assessora alle Pari opportunità della Regione Campania; Ester Ricciardelli, psicologa dell’Asl Napoli 1; Francesca Schir, segretaria del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi; Caterina Arcidiacono di Aps Psy-Com. Le conclusioni saranno affidate alla stessa Elvira Reale.
Secondo Reale è fondamentale intervenire sul fenomeno della vittimizzazione secondaria, soprattutto quando coinvolge i minori. “Se non si mette mano alla vittimizzazione secondaria soprattutto sui bambini e non si tiene conto del maltrattamento assistito che deriva dalla violenza contro le donne, non si spezza il ciclo della violenza transgenerazionale”, spiega.
I dati europei e quelli dell’Istat indicano che l’80% delle donne vittime di violenza ha figli che assistono agli episodi di maltrattamento. Un elemento che incide anche sulla decisione di denunciare: molte donne temono infatti di perdere l’affidamento dei figli.
Secondo Reale, il fatto che i bambini assistano alla violenza rappresenta una condizione decisiva per il perpetuarsi del fenomeno nel tempo, contribuendo a mantenere alto il livello della violenza contro le donne nonostante le campagne di sensibilizzazione e gli interventi sul territorio.
