di Michele Vidone
Le organizzazioni sindacali della sanità privata tornano a chiedere interventi concreti sul rinnovo dei contratti e sul sistema di accreditamento delle strutture. Il tema sarà al centro dell’incontro convocato dalla Regione Campania per mercoledì 11 marzo presso la Direzione generale per la Tutela della Salute.
A commentare la convocazione è Vincenzo Torino, sub commissario della Uil Fpl Napoli e Campania, che sottolinea l’importanza del confronto con la Regione per costruire un modello più equo del sistema sanitario accreditato. Secondo Torino, la Regione rappresenta uno dei pilastri del comparto della sanità privata, della riabilitazione e delle Rsa, ma non si può ignorare l’altro elemento fondamentale rappresentato dai Contratti collettivi nazionali del personale impiegato in queste strutture.
La vertenza riguarda oltre 300mila lavoratrici e lavoratori in tutta Italia che operano nei servizi sanitari e sociosanitari. In molti casi i contratti sono scaduti da oltre dieci anni e, nonostante il recente incontro del 4 marzo al Ministero della Salute, non sono emersi passi avanti concreti verso il rinnovo. Il confronto, avviato con la mediazione del Ministero e della Conferenza delle Regioni, si è infatti concluso senza risultati e senza aperture da parte delle associazioni datoriali Aris e Aiop.
Per questo motivo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno proclamato uno sciopero nazionale per il 17 aprile con una manifestazione a Roma. Nel frattempo proseguiranno anche le iniziative di mobilitazione a livello regionale. In Campania è stato annunciato per domani, martedì 10 marzo, un presidio unitario davanti all’ospedale Villa Betania di Napoli, struttura che rientra nel sistema sanitario privato accreditato dell’area Aris.
In vista dell’incontro in Regione, i sindacati ribadiscono la richiesta di una revisione complessiva del sistema dei requisiti di accreditamento delle strutture sanitarie, fermo da anni. In particolare chiedono che l’accreditamento con il Servizio sanitario regionale venga collegato all’applicazione dei contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative e al rispetto della loro validità, per evitare che servizi pubblici essenziali vengano erogati da personale qualificato costretto a lavorare con contratti scaduti.
Sul tema della sanità interviene anche il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, commentando la vicenda di un medico gettonista ultra settantenne richiamato dalla pensione per lavorare in alcuni ospedali del Lazio, con compensi che avrebbero raggiunto i 35mila euro in un mese.
Secondo Di Silverio si tratta di una situazione che solleva diverse criticità. Da un lato, osserva il sindacato, consentire a un medico di oltre 70 anni di coprire fino a 36 turni in un mese rappresenterebbe un rischio per la sicurezza dei pazienti e per la stessa organizzazione ospedaliera. Dall’altro, è ritenuto inaccettabile che a un singolo medico venga corrisposta una retribuzione mensile pari allo stipendio annuo di molti suoi colleghi.
Il segretario dell’Anaao Assomed chiede quindi che venga fatta piena luce sull’accaduto, ma sottolinea anche come il problema sia più ampio e riguardi la carenza di medici e la mancanza di politiche efficaci per rendere più attrattivo il lavoro negli ospedali. Per questo, conclude Di Silverio, è necessario avviare una riforma complessiva del sistema sanitario, intervenendo su lavoro, responsabilità, formazione e retribuzioni dei professionisti della sanità.
