di Michele Vidone
Il giorno dopo l’incendio che ha distrutto il Teatro Sannazaro emergono i primi bilanci sui danni causati dalle fiamme, che hanno interessato anche altre unità immobiliari dello stabile. Nella Sala di Protezione civile della Prefettura di Napoli si è riunito il Centro Coordinamento Soccorsi, attivato dal prefetto Michele di Bari, per fare il punto sulle attività successive al rogo.
Nel corso della notte si sono riaccesi alcuni focolai nella parte sottostante ai cumuli di detriti e nel retropalco. Le operazioni di smassamento e bonifica procedono con difficoltà a causa dell’ingente quantità di materiale combusto, soprattutto ligneo, e per la complessità di operare in sicurezza nelle aree più danneggiate. Durante le operazioni di ieri tre vigili del fuoco sono rimasti lievemente feriti dalla caduta di un palchetto; il più grave ha riportato la frattura del polso e della caviglia.
Il Comune di Napoli ha censito 28 unità immobiliari coinvolte: il teatro, 9 locali commerciali e 18 unità ai piani superiori tra abitazioni e uffici. Sono 26 le persone allontanate dalle proprie case, di cui due non residenti a Napoli. Tre appartamenti risultano maggiormente danneggiati, mentre per gli altri saranno necessarie ulteriori verifiche tecniche al termine delle operazioni di messa in sicurezza. È stato allestito un gazebo informativo in via Chiaia per assistere gli sfollati, ed è stata emanata una diffida di accesso alle scale dell’edificio fino al completamento dei rilievi, con transennamento parziale dell’area. La Polizia municipale disciplina il traffico e le forze dell’ordine garantiscono un servizio di vigilanza antisciacallaggio.
Sul fronte ambientale, Arpa Campania ha installato in piazza dei Martiri un campionatore ad alto volume per rilevare eventuali sostanze inquinanti; i risultati saranno disponibili venerdì. I dati di Orsa Campania hanno confermato che il forte vento ha spinto i fumi verso il mare, riducendo l’impatto sul centro abitato. L’edificio di Santa Maria della Mercede, annesso al complesso, non avrebbe subito danni.
Al termine del vertice in Prefettura, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha spiegato che è stato avviato un percorso condiviso con gestori, proprietari e istituzioni locali e nazionali per restaurare e rigenerare il teatro nel più breve tempo possibile, assicurando che la programmazione non verrà meno. «La città di Napoli c’è, la Regione Campania c’è e il ministero farà il massimo sforzo», ha affermato, sottolineando il ruolo di garanzia del prefetto per rendere snelle ed efficaci le procedure.
Il ministro ha parlato di una mappatura delle necessità economiche, precisando che non si tratta di cifre da improvvisare ma che «non sarà una questione economica». Ogni contributo pubblico o privato sarà ben accetto. Quanto ai tempi, l’obiettivo è accelerare il più possibile, partendo dalla volontà condivisa emersa nel confronto istituzionale.
Giuli ha anche ricordato l’abbraccio alla proprietaria del teatro, Lara Sansone, definendolo «l’abbraccio che lo Stato italiano riserva a chi sta soffrendo», e ha ribadito che da questo momento inizia un percorso di rinascita. Sulle cause dell’incendio ha invitato alla prudenza, spiegando che sono in corso le valutazioni tecniche e che occorre rispetto per chi sta lavorando alla stima dei danni e all’accertamento delle condizioni strutturali.
Guardando al futuro, il ministro ha detto di immaginare il prossimo Sannazaro «bello come quello che c’è sempre stato», frutto di uno sforzo corale che coinvolga proprietari, gestori e Stato nelle sue diverse articolazioni. Ha evidenziato il grande amore e la partecipazione del mondo culturale affinché nulla venga disperso della memoria storica del teatro e tutto ciò che può essere recuperato sia valorizzato. «Lo Stato è forte – ha concluso – e sa che può sostenere nel modo migliore tutta la procedura, dagli enti locali fino a Roma».
