di Michele Vidone
«La mamma è rassegnata all’idea che il figlio non ce la farà. Glielo hanno detto gli esperti». Così Francesco Petruzzi, legale della donna, dopo il consulto nazionale riunito all’Ospedale Monaldi che ha stabilito la non operabilità del bambino e l’impossibilità di procedere a un nuovo trapianto di cuore.
Secondo l’avvocato, la decisione è stata comunicata direttamente dai medici alla madre, dopo la visita del team composto da specialisti provenienti dai principali centri italiani di cardiochirurgia pediatrica. «Non abbiamo motivo di contraddirli», ha aggiunto Petruzzi, sottolineando tuttavia la necessità di acquisire l’intera documentazione clinica per valutazioni approfondite con un consulente di parte. «Una nota di cinque righe dopo 57 giorni non è sufficiente, dobbiamo leggere tutta la documentazione», ha precisato.
La mamma ha incontrato anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che – riferisce il legale – le avrebbe chiesto scusa «anche se non è colpa sua» e assicurato che verrà fatta chiarezza.
Sulla vicenda è intervenuto il ministro della Salute Orazio Schillaci, affermando che il parere negativo espresso dal comitato di esperti «scrive un epilogo diverso da quello che tutti noi fino alla fine abbiamo sperato», ma che «occorre attenersi alle indicazioni della scienza». Il ministro ha ricordato il lavoro svolto insieme al Centro Nazionale Trapianti e ha espresso vicinanza alla famiglia, aggiungendo che si attendono gli esiti delle indagini delle procure e delle ispezioni ministeriali per fare piena luce su quanto accaduto.
