di Michele Vidone 

“Da un anno e mezzo Uncem dice al Governo che la riclassificazione dei Comuni montani italiani andava evitata. Ora siamo arrivati alle proteste, anche dure, di tanti Comuni esclusi”. Lo afferma in una nota Vincenzo Luciano, presidente dell’Uncem Campania.

Secondo Luciano, la nuova classificazione rischia di generare confusione e tensioni istituzionali. “Uncem dice che la nuova classificazione non andava fatta, siamo stati gli unici. Lo diciamo da anni. Consapevoli del caos di una ennesima classificazione di Comuni, nel Paese Italia che ha più classificazioni di Comuni al mondo. Sono divisive. Avevamo chiesto di eliminare l’articolo 2 del ddl”.

Tra le principali preoccupazioni vi è il timore che i Comuni esclusi dalla qualifica di “montani” possano perdere benefici consolidati nel tempo, in particolare per quanto riguarda scuole, sanità e trasporti, settori che da decenni prevedono parametri e ordinamenti differenziati per i territori montani. “Quello che non si capisce – sottolinea – è se a chi non sarà più montano si applicheranno ancora le norme su scuole, sanità, trasporti. Cambierà per chi è fuori? Dunque, Uncem vuole capire se la classificazione è di fatto retroattiva. E se cambia gli scenari consolidati da decenni. Sarebbe assurdo e dannoso”.

Un ulteriore nodo riguarda il sottoinsieme dei Comuni montani che sarà definito a breve secondo criteri sociali ed economici, come previsto dalla nuova legge sulla montagna: chi rientrerà in questo secondo elenco potrà accedere ai benefici economici e normativi previsti.

Per la Campania, Uncem denuncia diverse “storture” nell’ultima classificazione, che escluderebbe 40 Comuni appartenenti alle Comunità montane (20 nel Salernitano, 14 nel Casertano, 5 nel Beneventano e 1 nella Città metropolitana di Napoli), pur risultando in linea con i criteri indicati dalla legge 131/25.

Al contrario, secondo Luciano, entrerebbero nell’elenco 52 nuovi Comuni che “nulla o poco hanno a che vedere con criteri di montanità”, tra cui Avellino, Grottaminarda, Mirabella Eclano, Amalfi, Positano, Camerota, Cetara, Cava de’ Tirreni e Massa Lubrense.

Luciano conclude chiedendo un confronto urgente con Governo, Parlamento e Regione, indicando tra i riferimenti istituzionali per la Campania il presidente Roberto Fico e l’assessora all’Agricoltura e Foreste Maria Carmela Serluca, affinché si chiariscano criteri, effetti e ricadute della nuova classificazione.

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