Dall’Europa alla scuola, dal lavoro alla giustizia, la segretaria del PD chiude a Napoli la seconda tappa della manifestazione “L’Italia che coltiva saperi” attaccando il governo su più fronti. Sull’assenza della premier alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Schlein parla di un errore politico: “Quello che trovo sbagliato è non capire che nessuno si salva da solo. Se non vogliamo essere schiacciati dall’aggressività commerciale americana, da quella bellica della Russia e dall’espansionismo cinese, l’Europa deve fare un salto in avanti”. La leader dem si dice favorevole a un’Europa federale e, in mancanza di una revisione dei trattati, a procedere con cooperazioni rafforzate. Critica anche l’asse con la Germania, ritenuta tra i Paesi più contrari a investimenti comuni europei ed Eurobond, strumenti che secondo il Pd sono necessari per un grande piano industriale e per il rilancio della manifattura italiana.
Nel suo intervento conclusivo, Schlein accusa la presidente del Consiglio di ignorare “la grande questione economica e sociale che attraversa il Paese”, rivendicando una campagna di ascolto per costruire “un’alternativa di futuro e di umanità”.
Ampio spazio al tema dell’università pubblica, che secondo la segretaria dem sarebbe sotto attacco. Schlein denuncia tagli alle risorse e definisce “inaccettabile” l’ipotesi che il Governo possa nominare un membro nei Cda degli atenei, ritenendola una violazione dell’autonomia universitaria. “In questo Paese abbiamo troppi pochi laureati – afferma – e vogliamo che non ci siano più idonei non beneficiari delle borse di studio”.
Sulla scuola, l’affondo è diretto: “Un Paese che non crede nella sua scuola non crede nel suo futuro”. Per Schlein servono investimenti in spazi adeguati e stipendi più alti per gli insegnanti, “tra i meno pagati d’Europa”. Critica anche l’approccio securitario del Governo: “È sbagliato mettere solo i metal detector all’ingresso delle scuole anziché psicologi e libri”.
Non manca il riferimento alla vertenza Trasnova. Schlein ha incontrato una delegazione di lavoratori della società che ha annunciato 94 licenziamenti, tra cui quelli dello stabilimento di Pomigliano d’Arco legato a . “Chiediamo un tavolo immediato – ha detto – e se serve torno personalmente davanti alla fabbrica”.
Infine, un passaggio sul referendum sulla giustizia: “Vi invitiamo tutti ad andare a votare No il 22 e 23 marzo. Non vogliamo una magistratura controllata dal Governo”, ha concluso la segretaria dem, rilanciando la mobilitazione del partito in vista della consultazione.
