di Michele Vidone
Un comunicato sottoscritto da 51 magistrati di diversi Tribunali e Procure contesta le affermazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri sul referendum in materia di giustizia e rivendica la scelta di votare “Sì”. A renderlo noto è il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, secondo cui l’iniziativa rappresenterebbe l’inizio di una svolta importante.
Valditara ha ribadito la necessità di una riforma costituzionale della giustizia per restituire autorevolezza e prestigio alla magistratura, sostenendo che il sistema sarebbe stato indebolito dal peso delle correnti interne. Il percorso avviato, ha aggiunto, sarebbe nell’interesse sia dei magistrati sia dei cittadini, che hanno diritto a una giustizia imparziale ed efficiente.
Sulle dichiarazioni di Gratteri è intervenuto anche il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che ha definito “scioccanti” alcune affermazioni attribuite al magistrato, sostenendo che il primo requisito di chi ricopre quel ruolo debba essere l’equilibrio. Zangrillo ha inoltre dichiarato il proprio sostegno al “Sì”, affermando che le parole di Gratteri avrebbero finito per favorire la campagna referendaria.
Critiche sono arrivate anche dal deputato della Lega Gianpiero Zinzi, che ha giudicato inopportuno che un procuratore della Repubblica assuma un ruolo di primo piano nel fronte del “No”, ritenendo che ciò possa incidere sull’imparzialità richiesta a un magistrato e influenzare il dibattito pubblico.
