Si accende lo scontro politico sulle parole del procuratore della Repubblica di Napoli, intervenuto sul referendum sulla giustizia con dichiarazioni che hanno suscitato dure reazioni trasversali. In un’intervista video rilasciata al , Gratteri ha affermato che “per il ‘no’ voteranno le persone perbene, quelle che credono che la legalità sia importante per il cambiamento della Calabria”. A suo avviso, invece, per il ‘sì’ si esprimeranno “gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”.
Le parole del magistrato hanno immediatamente innescato un’ondata di repliche. Il presidente del Senato, , si è detto “basito” per una dichiarazione definita “grave” e “priva di verità”, sostenendo che offenda milioni di cittadini che non voteranno come il procuratore e che contribuisca ad alzare i toni dello scontro politico.
Dello stesso tenore l’intervento del presidente della Camera, , che ha espresso “stupore e dispiacere”, rinnovando l’appello a un dibattito “sobrio e costruttivo” per consentire ai cittadini di partecipare al voto con consapevolezza. Fontana ha richiamato lo spirito dei Padri e delle Madri Costituenti nel superare le divisioni per il bene del Paese.
Anche il vicepremier e ministro degli Esteri , leader di Forza Italia, ha definito le dichiarazioni di Gratteri “un attacco alla libertà e alla democrazia che offendono milioni di italiani”, rivendicando la scelta di votare Sì pur non appartenendo, ha sottolineato, ad alcun centro di potere. Il presidente di Noi Moderati ha parlato di “parole dal sen fuggite”, giudicando offensivo distinguere le persone “per bene” dai delinquenti in base al voto referendario e invitando il magistrato a scusarsi.
Dura anche la posizione del presidente della Regione Calabria , che ha definito le affermazioni “estremamente gravi” e tali da gettare “un’ombra ingiusta su un’intera comunità”, sottolineando che molti calabresi perbene voteranno Sì per una giustizia ritenuta più efficiente e meno politicizzata. Il vicepresidente della Camera ha replicato in modo polemico, sostenendo che la riforma servirà anche a evitare che “pm asini di democrazia e rispetto” ricoprano ruoli così delicati.
Critiche sono arrivate anche dall’opposizione. Il segretario di Azione ha definito le parole del procuratore “di una gravità incredibile”, pur ribadendo la propria intenzione di votare Sì, e ha invitato a non catalogare in modo “indegno” chi compie scelte diverse.
Di fronte alla polemica, Gratteri ha replicato in una dichiarazione al online, sostenendo che le sue parole sarebbero state “parcellizzate e strumentalizzate”. Il magistrato ha precisato di aver detto che voteranno Sì “le persone a cui questo sistema conviene”, ossia “i centri di potere che non vogliono essere controllati dalla magistratura”, negando di aver affermato che tutti i sostenitori del Sì appartengano a tali categorie.
Nel dibattito è intervenuto anche il ministro della Giustizia , che si è detto “sconcertato” e ha rilanciato la proposta di introdurre test psico-attitudinali per i magistrati, ipotizzandone la necessità non solo all’inizio ma anche alla fine della carriera.
Infine , presidente del Comitato “Società civile per il No nel referendum costituzionale”, ha definito quello di Gratteri un commento “offensivo e sbagliato”, prevedendo che possa spostare consensi verso il Sì, mentre le parole del ministro Nordio, ha aggiunto, potrebbero favorire il No.
