di Michele Vidone

L’ex arbitro Claudio Gavillucci boccia senza mezzi termini la mancata espulsione di Ramon, definendola un errore grave e paragonabile a quello commesso da Massa nella partita precedente. Alla luce delle immagini, secondo Gavillucci, si tratta di sbagli che non dovrebbero appartenere al livello della Serie A, anche se esclude l’ipotesi della malafede e parla piuttosto di scarsa lucidità nella valutazione dell’episodio.

Nel suo intervento, Gavillucci sottolinea come l’errore in Napoli-Como sia della stessa gravità di quello in Genoa-Napoli e come l’intervento di Ramon fosse chiaramente da sanzionare almeno con il cartellino giallo. Pur riconoscendo che la direzione di gara nel complesso possa essere giudicata sufficiente, evidenzia che un “crucial mistake” compromette inevitabilmente il giudizio finale su una partita.

L’ex direttore di gara allarga poi il discorso al sistema arbitrale italiano, sostenendo che il problema non riguarda il singolo arbitro, ma la mancanza di linee guida chiare e coerenti. Gli errori, dice, non possono essere eliminati del tutto e forse in futuro l’intelligenza artificiale potrà aiutare, ma finché le decisioni saranno affidate all’interpretazione umana, l’errore resterà parte del gioco.

Per Gavillucci, la chiave è una maggiore chiarezza nelle regole e nelle direttive: chi le scrive deve fornire indicazioni precise e uniformi, perché il calcio deve restare semplice e comprensibile per gli spettatori. Meno interventi, più continuità di gioco e una linea interpretativa stabile: solo così, conclude, il calcio italiano potrà evitare di “restare alla deriva”.

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