di Michele Vidone 

La Cisl Funzione Pubblica di Napoli rivendica un primo risultato importante nella vertenza contro la Clinica Mediterranea del gruppo Neuromed: l’Ispettorato del Lavoro dell’Area Metropolitana di Napoli ha accertato che dodici infermieri, formalmente assunti con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, svolgevano in realtà mansioni riconducibili a un rapporto di lavoro subordinato.

A seguito del provvedimento, è stata avviata la procedura di riqualificazione dei rapporti di lavoro, con il recupero delle differenze retributive e contributive e il riconoscimento degli altri istituti previsti. Secondo il segretario generale della Cisl Fp Napoli, Luigi D’Emilio, gli accertamenti dell’autorità statale e la diffida inviata all’Asl Napoli 1 Centro dal difensore civico regionale sulle criticità di reparti ad alta specializzazione confermano la fondatezza delle denunce sindacali.

La Cisl annuncia ora nuove iniziative legali, incluso il ricorso al giudice per attività antisindacale, anche alla luce del licenziamento di un rappresentante sindacale e della sospensione disciplinare di un dirigente impegnato nella rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza. Il sindacato sottolinea inoltre il rischio di elusione contributiva derivante dall’uso strutturale di rapporti formalmente autonomi per coprire fabbisogni stabili, con possibili ricadute sul sistema previdenziale e sulla finanza pubblica.

Per la Cisl, la vertenza supera il singolo caso aziendale e pone il tema della necessità di regole più stringenti, controlli più efficaci e pieno rispetto delle libertà sindacali nella sanità privata accreditata, ribadendo l’impegno a tutela del lavoro stabile, della dignità professionale e dell’interesse pubblico.

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