Si chiude definitivamente con un’assoluzione la lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto Enrico Fabozzi, ex sindaco di Villa Literno ed ex consigliere regionale della Campania. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura generale di Napoli contro le assoluzioni di Fabozzi e dei fratelli imprenditori Mastrominico, mettendo fine al procedimento avviato dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea.

Con la decisione della Suprema Corte diventa definitiva l’assoluzione degli imputati, accusati di aver stretto un patto con il clan dei Casalesi e di essere quindi collusi con la criminalità organizzata. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Mario Griffo, Francesco Picca e Umberto Del Basso De Caro.

L’inchiesta risale al 2011, anno in cui Fabozzi, all’epoca consigliere regionale, venne arrestato dando inizio a un complesso e lungo iter giudiziario. Nel 2015 arrivò la prima sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che condannò Fabozzi a dieci anni di reclusione per concorso esterno in associazione camorristica.

Dopo quella decisione, però, il quadro giudiziario cambiò radicalmente. Seguirono infatti soltanto assoluzioni. Nel 2021 la Corte di Appello di Napoli assolse Fabozzi, ma la sentenza venne annullata dalla Cassazione con rinvio a un’altra sezione della stessa Corte di Appello. Nel marzo 2025 giunse una seconda assoluzione in Appello, ora confermata in via definitiva dalla Corte di Cassazione con il rigetto del ricorso della Procura generale.

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