di Michele Vidone 

Ventisei guide vulcanologiche abilitate dalla Regione Campania denunciano di essere ancora escluse dall’attività sul sentiero numero 5 del Gran Cono del Vesuvio, nonostante la nuova normativa regionale ne riconosca pienamente il diritto operativo. A sollevare il caso è Gennaro Balzano, presidente dell’associazione “Presidio permanente vulcani campani”, che parla di una situazione “paradossale e fortemente lesiva” non solo per i professionisti coinvolti, ma anche per l’interesse pubblico, la sicurezza dei visitatori e la qualità dei servizi turistici.

Secondo Balzano, dopo quasi trent’anni dall’ultimo concorso, la Regione Campania ha approvato nel luglio scorso una delibera che supera il sistema del numero chiuso, ampliando l’organico delle guide operative al Vesuvio per far fronte all’aumento dei flussi turistici e alle esigenze di sicurezza. Tuttavia, le 37 guide storicamente attive sul Gran Cono avrebbero impugnato la nuova legge davanti al Tar e diffidato le nuove guide dall’operare sul percorso, nel tentativo di mantenere il monopolio dell’attività.

L’associazione accusa inoltre l’Ente Parco del Vesuvio, in qualità di soggetto gestore, di non aver ancora fornito risposte, nonostante le richieste formali e la nuova disposizione normativa. Una situazione che, secondo Balzano, rappresenta un ostacolo al diritto al lavoro delle nuove guide e rischia di compromettere la qualità del servizio di accompagnamento in uno dei siti naturalistici più visitati d’Europa, scelto ogni anno da oltre 700 mila visitatori.

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