di Michele Vidone 

Se vogliamo mettere in campo un grande piano di investimenti, dobbiamo spiegare anche come finanziarlo, perché altrimenti il ragionamento resta incompleto. Lo ha sottolineato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, intervenendo alla presentazione del PHOTOANSA, rispondendo alle domande sull’ipotesi di un nuovo debito comune europeo e su un possibile Next Generation EU bis, tema che potrebbe tornare al centro del confronto nel vertice dei capi di Stato e di governo del 12 febbraio. Fitto ha osservato che, conoscendo il funzionamento del bilancio europeo, per realizzare un simile progetto è necessario predisporre strumenti finanziari adeguati.

Nel suo intervento, Fitto ha affrontato anche il tema della politica di coesione europea, sostenendo la necessità di una profonda modernizzazione. Secondo il vicepresidente della Commissione, non è realistico continuare a spendere nel 2024 risorse pianificate nel periodo 2019-2020, in un contesto globale che nel frattempo è radicalmente cambiato. Ha invitato a non considerare la futura politica di coesione come una semplice prosecuzione di quella tradizionale, ricordando che i programmi attuali sono stati definiti tra Commissione europea, Stati membri e Regioni tra il 2019 e il 2021, con dati economici ormai superati, mentre gli accordi di partenariato sono stati firmati nel 2022, nel pieno dell’invasione russa dell’Ucraina.

Fitto ha spiegato che, da allora, nuove crisi e trasformazioni hanno imposto un ripensamento delle priorità, spingendo la Commissione europea ad avviare un’azione di adeguamento dei bilanci e dei programmi alle esigenze emergenti. In questo quadro, ha concluso, un utilizzo più efficace delle risorse può contribuire in modo significativo alla riduzione delle barriere interne, al rafforzamento del mercato unico e a una maggiore capacità dell’Europa di proiettarsi nel contesto internazionale.

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