di Michele Vidone 

Il gruppo regionale del Partito Democratico, presieduto da Maurizio Petracca, ha presentato un ordine del giorno per la prossima seduta del Consiglio regionale della Campania sulla riforma della normativa in materia di violenza sessuale. L’iniziativa, condivisa con il segretario regionale del Pd Piero De Luca, riguarda in particolare l’emendamento della senatrice Giulia Bongiorno che, secondo quanto si legge in una nota, «cancella il principio del consenso libero e attuale e reintroduce la necessità di accertare una manifestazione di volontà contraria della vittima».
Con l’ordine del giorno, ha spiegato la consigliera regionale del Pd Loredana Raia, il Consiglio regionale impegna il presidente della Regione e la Giunta a esprimere una posizione chiara a sostegno del principio del consenso libero, attuale ed esplicito come elemento centrale nella definizione dei reati di violenza sessuale, in coerenza con la Convenzione di Istanbul.
«Chiediamo che il Parlamento non modifichi il testo in senso restrittivo – ha precisato il capogruppo Maurizio Petracca – tornando alla formulazione approvata all’unanimità dalla Camera dei deputati. Sosteniamo con forza la battaglia dei nostri gruppi parlamentari perché siamo convinti che non si possa arretrare su un tema fondamentale come la tutela delle vittime».
Raia ha ricordato anche i dati più recenti dell’Istat: oltre il 31% delle donne tra i 16 e i 75 anni ha subito nel corso della vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale e una quota significativa riguarda donne giovani e giovanissime. Nel solo 2025 sono stati iscritti 9.109 procedimenti e registrati 10 femminicidi, il doppio rispetto all’anno precedente. Inoltre, si registra un abbassamento dell’età media degli autori, con 187 procedimenti per reati di violenza di genere, 52 dei quali per violenza sessuale. «Una situazione – ha sottolineato – che impone massima attenzione e una forte sinergia istituzionale a tutti i livelli».
Per questo, ha concluso Raia, il Pd campano chiede la massima diffusione dell’ordine del giorno, coinvolgendo anche gli enti locali, attraverso l’Anci Campania, affinché adottino nei rispettivi consigli atti analoghi.
Sul fronte sociale ed economico, il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, ha commentato i dati Inps sull’Assegno di Inclusione. «Non rappresentano una sorpresa – ha affermato –: da tempo denunciamo che in Campania l’emergenza salariale e la povertà sono sempre più diffuse».
Ricci ha ricordato che nel 2024 l’Assegno di Inclusione era erogato a 192mila persone, mentre nel 2025 i beneficiari sono saliti a 279.108, con un importo medio di 772 euro e una platea che si avvicina a quella residente nell’intero Nord Italia. «Questi numeri – ha aggiunto – dimostrano che la Campania deve essere destinataria di provvedimenti strutturali e di risorse orientate a obiettivi precisi: non solo sostegno economico, ma interventi in formazione, occupazione stabile e politiche attive del lavoro, come abbiamo chiesto al presidente Fico nell’incontro di ieri».
«La Regione – ha concluso Ricci – non può da sola colmare le lacune degli interventi del Governo centrale, che continua a sostenere che il Mezzogiorno abbia superato molte criticità. I dati dell’Inps dicono il contrario».

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