Un racconto lungo quarant’anni che diventa anche una riflessione sui profondi cambiamenti della politica italiana. Pier Ferdinando Casini ha presentato a Napoli il suo libro “Al centro dell’aula – Dalla prima Repubblica a oggi”, dialogando con Gennaro Sangiuliano e Vincenzo De Luca. Tra ironia e analisi, l’ex presidente della Camera ha ripercorso le tappe della sua lunga esperienza parlamentare, dal primo ingresso in Aula nel 1983 fino ai giorni nostri.
“Com’è cambiata la politica da quando ho iniziato? Non me lo ricordo più, ho perso la memoria dopo tutti questi anni”, ha esordito Casini con una battuta. Poi, lasciando spazio alla riflessione, ha osservato come “sia cambiato tutto”: non c’è più lo scontro ideologico, i partiti tradizionali sono scomparsi e si è interrotto quel processo di formazione della classe dirigente che caratterizzava la Prima Repubblica. Oggi, secondo Casini, prevalgono partiti personali e soprattutto si è sottratta agli elettori la possibilità di scegliere direttamente i propri parlamentari, un fattore che a suo avviso contribuisce all’aumento costante dell’astensione.
Sul tema del centro politico, Casini ha riconosciuto che non esistono più le condizioni per ricostruirlo in termini tradizionali, ma ha espresso la speranza che alcune sensibilità possano comunque continuare a trovare spazio, perché la politica, senza di esse, rischierebbe di impoverirsi ulteriormente.
Non sono mancati momenti di leggerezza, come la battuta rivolta a Vincenzo De Luca, seduto al suo fianco: “Non sono tanto amico suo, ma del figlio, che è un bravo parlamentare. È la parte migliore della famiglia”. L’ex governatore campano, sorridendo, ha poi affrontato i temi più seri, evitando domande sul futuro politico personale e concentrandosi sulla crisi della classe dirigente nazionale. “Il nostro Paese è ricco di eminenti statisti e povero di buoni amministratori – ha detto – c’è una povertà sconcertante dei gruppi dirigenti. L’Italia avrebbe bisogno di grandi riforme di unità nazionale su pubblica amministrazione, giustizia, sanità e sicurezza, ma non vedo una classe politica capace di assumersi certe responsabilità”.
Sulla stessa linea Gennaro Sangiuliano, oggi capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, che ha parlato di una “qualità politica enormemente scaduta”. Un confronto, quello tra De Luca e Sangiuliano, che pur partendo da schieramenti opposti ha evidenziato una comune lettura critica dello stato della politica italiana. Entrambi hanno evocato figure come Berlinguer, De Gasperi, Fanfani, Andreotti e Almirante, simboli di una stagione in cui la politica era espressione di visioni e idee forti.
“Oggi – ha concluso De Luca – la politica è ridotta a mero pragmatismo, a un’amministrazione senz’anima e senza visione”. Un giudizio condiviso anche da Sangiuliano, che ha inserito la crisi italiana in un contesto internazionale sempre più complesso, sottolineando la necessità per l’E
