di Michele Vidone
«Un’attività criminale molto pericolosa»: così il procuratore vicario della Repubblica, Rocco Alfano, ha definito la maxi operazione dei carabinieri contro il traffico illecito di rifiuti in Campania, nel corso di una conferenza stampa.
I militari del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, con il supporto dei comandi provinciali competenti, hanno eseguito nelle province di Salerno, Napoli e Caserta un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 12 persone: 8 agli arresti domiciliari e 4 con obbligo di dimora.
I reati contestati sono attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Secondo Alfano, l’indagine ha fatto luce su un fenomeno «purtroppo noto» nel territorio, ovvero il trasporto e lo smaltimento illegale di rifiuti, organizzato attraverso il coinvolgimento di due società. I rifiuti venivano abbandonati anche fuori dalla Campania, ad esempio presso lo STIR di Battipaglia, i cui vertici risultano parte lesa perché tratti in inganno. Un’altra modalità era l’interramento dei rifiuti in terreni di Roccadaspide, ai confini del Cilento, in prossimità di un’azienda di allevamento suinicolo.
«Oggi possiamo dire di aver posto un freno a questa attività criminale», ha sottolineato il procuratore.
Il colonnello Pasquale Starace, comandante del Gruppo Carabinieri Tutela Ambientale di Napoli, ha evidenziato che il traffico illecito di rifiuti non è più un problema limitato alla Campania, ma ha dimensioni nazionali e internazionali. «Sono in aumento le spedizioni di rifiuti dall’Italia verso l’estero – ha spiegato – spesso con classificazioni false rispetto alla reale tipologia dei materiali. I respingimenti da parte dei Paesi destinatari costituiscono un importante segnale d’allarme che consente di ricostruire l’intera filiera del traffico illecito».
