di Michele Vidone 

«“Salario minimo? No, salario ricco”. È questo il titolo e il messaggio scelto da Forza Italia per la conferenza stampa in programma venerdì 30 gennaio alle ore 11.30 presso la sede regionale campana del partito, in via Largo Principessa Pignatelli 218 a Napoli. L’iniziativa arriva all’indomani del primo provvedimento adottato dalla Giunta regionale guidata da Roberto Fico, che ha aperto la legislatura con l’introduzione del salario minimo negli appalti pubblici.

Una scelta politica alla quale Forza Italia contrappone una visione alternativa, basata sulla crescita dei salari attraverso lo sviluppo economico, la contrattazione collettiva e il miglioramento della qualità del lavoro, piuttosto che sull’introduzione di una soglia salariale fissata per legge. Alla conferenza stampa parteciperanno l’onorevole Maurizio Casasco, responsabile nazionale del Dipartimento Economia del partito, insieme ai dirigenti campani di Forza Italia: il segretario regionale Fulvio Martusciello, il senatore e segretario provinciale di Napoli Francesco Silvestro, il vicesegretario regionale Gianfranco Librandi e il capogruppo in Consiglio regionale Massimo Pelliccia. Nel corso dell’incontro verrà illustrata la linea del partito, in coerenza con l’indirizzo del segretario nazionale Antonio Tajani: no al salario minimo legale, sì a politiche capaci di garantire salari più alti, lavoro stabile e un’economia realmente in crescita, con particolare attenzione al Mezzogiorno.

Di segno opposto il giudizio di Alleanza Verdi Sinistra. In una nota, il gruppo Avs in Consiglio regionale della Campania definisce l’approvazione del salario minimo negli appalti «un passaggio politico di grande rilievo», che mette al centro «il lavoro, la dignità delle persone e il contrasto alla precarietà». Secondo Avs, in una regione segnata da forti disuguaglianze e da un diffuso lavoro povero, fissare una soglia salariale minima negli appalti pubblici significa affermare un principio chiaro: «il risparmio non può mai avvenire sulla pelle dei lavoratori».

Per Avs, inoltre, la scelta della Campania rappresenta «un segnale forte anche sul piano nazionale», in contrasto con la linea del Governo, accusato di osteggiare ogni proposta sul salario minimo e di negare l’esistenza stessa del lavoro povero. «La Campania dimostra che un’altra strada è possibile, una strada che parte dalle istituzioni e guarda alla vita reale delle persone», sottolinea la nota.

Alleanza Verdi Sinistra auspica ora che il provvedimento sia solo il primo di una serie di interventi: dall’aumento delle tutele e della sicurezza sul lavoro al rafforzamento dei controlli, con l’obiettivo di fare della Campania «un laboratorio di giustizia sociale». Avs assicura infine che sarà «parte attiva e vigile di questo percorso, perché il lavoro non sia più terreno di sfruttamento e insicurezza, ma fondamento di dignità e libertà».

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