di Michele Vidone
Luigi Carfora, presidente di Confimi Industria Campania, rivolge un appello al presidente della Regione Campania Roberto Fico affinché la Zes Unica diventi uno strumento pienamente operativo e realmente capace di sostenere gli investimenti e la competitività del sistema produttivo regionale.
“La Zes Unica non è soltanto una misura di agevolazione fiscale – afferma Carfora – ma nasce soprattutto come strumento di semplificazione amministrativa, pensato per garantire tempi certi, procedure rapide e un percorso chiaro per chi decide di investire”. Proprio su questo fronte, però, secondo Confimi emergono oggi le principali criticità.
Lo Sportello Unico Digitale Zes, integrato nella piattaforma “Impresa in un giorno”, non opererebbe di fatto come uno sportello realmente unico. Dalla documentazione ufficiale risulta infatti che numerosi procedimenti restano esclusi dall’Autorizzazione Unica Zes; le Scia e i titoli assimilati continuano a seguire gli iter ordinari presso i Suap comunali; molte autorizzazioni ambientali, paesaggistiche e tecniche restano frammentate tra più enti; la Conferenza di Servizi rimane necessaria e i tempi continuano a dipendere dalle singole amministrazioni coinvolte.
“Questo significa – sottolinea Carfora – che l’impresa non dispone oggi di un percorso amministrativo realmente unitario e prevedibile. La digitalizzazione, se non accompagnata da una semplificazione sostanziale, non riduce la burocrazia né il rischio amministrativo”.
In questo contesto, secondo Confimi Industria Campania, il numero delle domande presentate per accedere al credito d’imposta Zes non può essere considerato un indicatore automatico del successo della misura. “Il volume delle istanze fotografa il livello di adesione all’incentivo – osserva Carfora – ma non misura la qualità del sistema. Il vero parametro di valutazione è la capacità del sistema pubblico di accompagnare le imprese lungo l’intero percorso amministrativo, garantendo tempi certi, procedure coordinate e continuità operativa”.
In assenza di una semplificazione amministrativa reale, l’aumento delle richieste rischia di riflettere un utilizzo diseguale dello strumento, legato alla diversa capacità delle imprese di gestire complessità procedurali e incertezza, piuttosto che una reale attrattività del territorio.
Confimi non esclude la necessità di rafforzare le risorse della Zes Unica, ritenendo anzi che l’incentivo vada potenziato in modo equo e inclusivo. In quest’ottica, Carfora chiede anche una riduzione della soglia minima di investimento ammissibile, oggi fissata a 200mila euro, portandola almeno a 100mila euro. “L’attuale limite – spiega – esclude una quota rilevantissima delle imprese campane, soprattutto micro e piccole imprese, che investono per step, con progetti incrementali ma strategici”.
Secondo il presidente di Confimi Industria Campania, il tessuto produttivo regionale necessita di politiche industriali innovative capaci di sostenere investimenti in tecnologia, digitalizzazione, efficienza energetica e organizzazione produttiva. Soglie troppo elevate rischiano invece di penalizzare proprio le imprese che devono recuperare competitività, in un contesto segnato da costi energetici più alti e svantaggi strutturali rispetto ad altri territori.
“Semplificazione amministrativa reale, rafforzamento degli incentivi e abbassamento delle soglie di accesso – conclude Carfora – non sono misure alternative, ma parti di una stessa strategia industriale. È su questo terreno che chiediamo al presidente della Regione Campania Roberto Fico un confronto concreto, per rendere la Zes uno strumento realmente funzionante, accessibile e competitivo, capace di accompagnare tutto il sistema produttivo campano nella competizione sui mercati nazionali e internazionali”.
