Parte ufficialmente alla Camera dei Deputati l’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni, con particolare attenzione al problema delle liste d’attesa. L’iniziativa, presentata oggi, è stata proposta dal Movimento 5 Stelle ma ha ottenuto il voto unanime della Commissione XII Affari sociali, a testimonianza di una convergenza trasversale su un tema centrale per i cittadini.
Secondo quanto sottolineato dalla deputata M5S Marianna Ricciardi, l’indagine nasce dalla constatazione di un forte divario territoriale nel diritto alla salute. «Il federalismo sanitario ha fallito – ha affermato –. I dati ufficiali del 2023 indicano che solo 13 Regioni risultano adempienti rispetto ai Lea, e questo si traduce in una diversa aspettativa di vita tra area e area del Paese. La salute non può diventare un bene di lusso». Ricciardi ha evidenziato come l’obiettivo sia quello di raccogliere dati certi e indipendenti per affrontare in modo strutturale le disuguaglianze nell’accesso alle cure.
Sulla stessa linea il presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Ugo Cappellacci, che ha rimarcato il valore istituzionale dell’iniziativa. «La salute è un tema che merita attenzione senza scontri politici – ha dichiarato –. L’indagine conoscitiva è uno strumento potente che consente di costruire un quadro chiaro delle criticità e individuare soluzioni concrete». Cappellacci ha spiegato di aver accolto con convinzione la proposta del M5S, sottolineando l’importanza di un’analisi approfondita e condivisa.
L’indagine, che dovrebbe concludersi entro il 30 giugno 2026, punta a offrire un quadro aggiornato e comparato Regione per Regione sull’adempimento dei Lea e sull’applicazione delle norme per l’abbattimento delle liste d’attesa. Tra gli obiettivi figurano l’analisi delle differenze nella qualità e quantità dei servizi sanitari, i tempi di accesso alle prestazioni, la mobilità sanitaria interregionale e i principali indicatori di salute pubblica.
Il lavoro parlamentare intende inoltre approfondire le cause strutturali, finanziarie e organizzative del divario sanitario territoriale, valutare l’impatto dei commissariamenti regionali, esaminare i criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale e verificare gli effetti delle misure del Pnrr, in particolare della Missione 6 Salute, sulla riduzione o sull’ampliamento delle disuguaglianze. Un focus specifico sarà dedicato anche alla mobilità sanitaria passiva e alle sue conseguenze sui bilanci regionali e sui cittadini.
Per raccogliere tutti gli elementi necessari, la Commissione XII avvierà un ciclo di audizioni che coinvolgerà istituzioni nazionali, Regioni, aziende sanitarie, esperti, operatori del settore e rappresentanti dei cittadini e dei pazienti. Al centro del confronto anche il tema della carenza di personale sanitario, in particolare dei medici, e delle condizioni di lavoro nel Servizio sanitario nazionale.
