«Chi si rende protagonista di episodi di violenza non può essere definito tifoso». È una condanna netta quella espressa dal sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, dopo gli scontri verificatisi al termine della gara con il Pescara, che hanno portato alla decisione del prefetto di Napoli Michele di Bari di far disputare Juve Stabia-Entella a porte chiuse.

Secondo il primo cittadino, gli episodi avvenuti rappresentano un danno per l’intera comunità. «L’azione violenta e ingiustificata di un gruppo di teppisti – ha dichiarato – colpevoli di aver aggredito le forze dell’ordine, a cui va tutta la nostra solidarietà, ha prodotto l’unico risultato possibile: penalizzare tutti». Per Vicinanza si tratta di comportamenti criminali che gettano «un’ombra ingiusta sull’intera Castellammare di Stabia», danneggiando l’immagine della città e del suo tifo storico.

La partita a porte chiuse viene definita dal sindaco «una sconfitta per migliaia di tifosi», costretti a pagare le conseguenze delle azioni di una minoranza. «Il danno – sottolinea – è duplice, sportivo ed economico». Da una parte i sostenitori, privati della possibilità di sostenere la squadra allo stadio, dall’altra la società gialloblù, che perde l’incasso in un momento particolarmente positivo della stagione.

La Juve Stabia, infatti, sta disputando un campionato di alto livello, dimostrando carattere e qualità sul campo. Proprio per questo, secondo Vicinanza, è necessario un impegno condiviso per il futuro: «Dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme per tenere lontani questi criminali dagli stadi e isolarli, tutelando il tifo sano, la società e l’immagine della città».

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