«Il coinvolgimento dei minori è ormai un trend nazionale». È l’allarme lanciato dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri durante la conferenza stampa sul blitz anticamorra condotto dalla Squadra Mobile di Caserta nel rione Iacp di Santa Maria Capua Vetere, che ha portato all’arresto di 19 persone, tra cui tre minorenni. L’organizzazione criminale, guidata da Vincenzo Santone, era attiva soprattutto nello spaccio di droga e, per la prima volta nel Casertano, faceva ricorso sistematico anche a giovanissimi. Diciassette arresti sono stati eseguiti in esecuzione di ordinanza cautelare (tra cui tre minori), mentre altre due persone sono state fermate in flagranza di reato nel corso dell’operazione.
«I minori costano meno, comportano meno rischi dal punto di vista penale e, per temperamento, si nutrono della cultura mafiosa», ha spiegato Gratteri. «Sono diventati carne da macello e utili idioti per il crimine: vengono utilizzati per trasportare e vendere cocaina, per portare armi e perfino per uccidere». Secondo il procuratore, si tratta di un fenomeno in crescita, favorito da carenze educative, dalla debolezza del tessuto sociale e da un quadro normativo che espone i minori a conseguenze penali più lievi.
Le indagini hanno inoltre fatto luce su gravi episodi di violenza. Tra questi l’omicidio di Emanuele Nebbia, pusher ucciso con un colpo di pistola alla testa nella notte di Capodanno tra il 2023 e il 2024, durante una “stesa” mentre erano in corso i fuochi d’artificio. Nell’ottobre 2023 era stato anche pianificato un tentato omicidio per punire un pusher considerato ribelle.
La procuratrice per i minorenni di Napoli, Patrizia Imperato, ha sottolineato come i tre giovani coinvolti siano «gravemente indiziati sia di partecipazione all’associazione a delinquere sia di singoli episodi di spaccio». «In tutti i casi – ha aggiunto – c’è un imprinting familiare: genitori e zii già coinvolti nelle attività illegali».
Nel corso del blitz sono state sequestrate diverse sostanze stupefacenti – hashish, cocaina, crack e ketamina – oltre ad armi. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il procuratore aggiunto Michele Del Prete, il questore di Caserta Andrea Grassi e il capo della Squadra Mobile Massimiliano Russo.
«È un fenomeno che va contrastato subito – ha concluso Gratteri – investendo su prevenzione, educazione e interventi sociali, oltre che con un’azione repressiva efficace dello Stato».
