di Michele Vidone
Ammonta a oltre tre milioni di euro il totale delle imposte regionali sulle concessioni demaniali marittime recuperate grazie a un’indagine della Guardia di Finanza di Napoli, coordinata dalla Procura regionale della Corte dei conti della Campania, guidata dai vice procuratori generali Gianluca Braghó e Davide Vitale.
Gli accertamenti, condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e dal Reparto Operativo Aeronavale di Napoli, si sono concentrati sulla regolarità delle concessioni demaniali marittime rilasciate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. Le verifiche hanno fatto emergere che il versamento dell’addizionale regionale sui canoni demaniali marittimi era stato disatteso dalla totalità degli operatori economici titolari di concessioni nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.
Sulla base delle risultanze investigative delle Fiamme gialle, l’Autorità di Sistema Portuale ha quindi inviato 422 avvisi di messa in mora ai concessionari inadempienti, richiedendo il pagamento dell’imposta dovuta. Finora, nelle casse della Regione Campania sono confluiti complessivamente 3 milioni e 132mila euro.
L’imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime, pari a una percentuale variabile tra il 10% e il 25% del canone, è stata istituita dall’articolo 2 della legge 16 maggio 1970, n. 281, ed è stata recepita dalla Regione Campania con la legge regionale n. 1 del 26 gennaio 1972. Fino al 2024, anche alla luce della sentenza n. 131/2024 della Corte costituzionale, si riteneva erroneamente che tale imposta non fosse applicabile alle concessioni rilasciate dalle Autorità di Sistema Portuale, a differenza di quanto avveniva per quelle rilasciate, ad esempio, dai Comuni per i tratti di costa di rispettiva competenza.
