di Michele Vidone
«Fra cinque mesi le carte sugli stadi dovranno parlare chiaramente: dalla mappa concordata con UEFA e Figc dovranno essere pronti non solo i progetti, ma anche il quadro economico. Tutto dovrà essere definito, altrimenti andrà avanti il progetto più qualificato». Lo ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, a margine della presentazione dell’America’s Cup a Palazzo Reale di Napoli, intervenendo sul tema dello stadio del capoluogo campano in vista degli Europei di calcio 2032.
Rispondendo a una domanda sulla possibilità che Napoli possa dotarsi di due stadi, Abodi ha spiegato che «verrà valutato tutto ciò che sarà formalmente definito dalla città che si candida, perché la candidatura viene dalla città». Il ministro ha ricordato che il Comune di Napoli ha già inviato una lettera di manifestazione di interesse per partecipare alla selezione e ha auspicato «armonia e collaborazione», sottolineando di «fare fatica a immaginare due progettualità divergenti o che si ignorino», in riferimento anche al progetto per un nuovo impianto promosso dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.
Le decisioni definitive, ha aggiunto Abodi, arriveranno dopo la nomina, prevista a febbraio, dell’ingegnere Massimo Sessa come super commissario per Euro 2032. «Io rispetto i ruoli – ha precisato – e su questa situazione la domanda va posta soprattutto al sindaco e, in qualche modo, anche al presidente De Laurentiis. Il tempo dell’attesa sta finendo, sta arrivando il tempo delle scelte, che saranno scelte di merito». I cinque stadi italiani, ha ribadito, «saranno selezionati dalla Figc non sulla base di relazioni personali, ma di fatti oggettivi: qualità dell’infrastruttura, solidità della progettualità e collaborazione tra club e Comune».
A margine dell’evento, Abodi ha parlato anche dell’America’s Cup, che nei prossimi mesi vedrà Napoli protagonista: «Presentiamo oggi il percorso che porta alla Coppa America in una città che ha sempre qualcosa da raccontare. Ci sono molti cantieri aperti, e quello più affascinante è Bagnoli, un’eredità complessa ma parte di un percorso di rilancio». Il ministro ha evidenziato l’esistenza di «un cantiere organizzativo molto strutturato» che farà di Napoli «un teatro naturale» dell’evento, con l’obiettivo, insieme a Team New Zealand, di coinvolgere anche le periferie e «portare il mare in tutta la città, almeno metaforicamente».
