di Michele Vidone 

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto per Giovanni Zannini, consigliere regionale della Campania eletto nelle liste di Forza Italia, indagato per corruzione e concussione. Nell’ambito della stessa inchiesta, coordinata dall’ufficio guidato dal procuratore Pierpaolo Bruni, è stata richiesta anche la misura del divieto di dimora per Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio, imprenditori di Castel Volturno e titolari della Spinosa Spa, azienda specializzata nella produzione di mozzarella di bufala campana Dop.

Secondo gli inquirenti, l’ipotesi di corruzione riguarda un intervento che gli imprenditori avrebbero chiesto a Zannini per superare alcune difficoltà amministrative legate alla realizzazione di un impianto produttivo. All’epoca dei fatti, Zannini era presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania e, sempre secondo l’accusa, si sarebbe attivato presso gli uffici regionali ottenendo in cambio una gita su un lussuoso yacht.

La contestazione di concussione riguarda invece l’ex direttore sanitario dell’Asl, Enzo Iodice, già sindaco di Santa Maria Capua Vetere ed ex segretario provinciale del Pd, candidato alle ultime regionali in una delle liste a sostegno di Roberto Fico. Per la Procura, Zannini avrebbe costretto Iodice a lasciare l’incarico di direttore sanitario – cosa avvenuta nel settembre 2023 – perché non disposto ad assecondare alcune sue richieste relative a nomine.

I fatti contestati risalgono alla precedente consiliatura regionale, quando Zannini faceva parte della maggioranza di centrosinistra guidata dal presidente Vincenzo De Luca. Alle ultime elezioni regionali, invece, il politico di Mondragone è stato eletto nelle file di Forza Italia. L’indagine ha avuto un primo sviluppo nell’ottobre 2024, con una serie di perquisizioni eseguite dai carabinieri. Nell’inchiesta risultano indagati anche altri soggetti, tra cui Antonio Postiglione, all’epoca dirigente di vertice della sanità campana, per i quali al momento non sono state richieste misure cautelari.

Come previsto dalla cosiddetta legge Nordio, la decisione sull’eventuale applicazione delle misure sarà assunta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere dopo l’interrogatorio degli indagati, fissato per il prossimo 4 febbraio.

Giovanni Zannini, 52 anni, avvocato penalista, è uno dei politici più votati della Campania: alle ultime regionali ha raccolto circa 32mila preferenze, risultando il candidato più votato in provincia di Caserta e il terzo in tutta la regione. Nato a Santa Maria Capua Vetere e mondragonese di origini, è alla sua terza legislatura in Consiglio regionale.

La sua carriera politica inizia nel 2015 con l’elezione sotto le insegne di Centro Democratico–Scelta Civica, nella coalizione a sostegno di Vincenzo De Luca, con 2.686 preferenze. Quell’elezione fu a lungo segnata da un’inchiesta per presunti brogli elettorali, poi conclusasi con l’assoluzione di tutti gli imputati “perché il fatto non sussiste”. Nel 2020 Zannini viene rieletto con la lista civica De Luca Presidente, ottenendo oltre 21mila voti. Alla vigilia dell’ultima tornata elettorale il passaggio in Forza Italia, con cui ha ulteriormente aumentato il consenso, conquistando 31.932 preferenze.

La nuova indagine, nata nell’ottobre 2024 e ora giunta alla richiesta di misure cautelari, apre una fase delicata per uno dei protagonisti più influenti della politica casertana e regionale.

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